Guerra in Ucraina

Kupyansk, terra di nessuno

Data per presa dalla Russia a fine 2025, la città è tornata contesa dopo una controffensiva di Kiev - Dentro un posto di comando ucraino che individua le infiltrazioni nemiche

  • Oggi, 16:04
Il comandante "Dandy"
03:24

RG 12.30 del 20.03.2026 La corrispondenza di Pierre Ograbek

RSI Info 20.03.2026, 12:54

  • RSI
Di: Pierre Ograbek, Inviato RSI in Donbass

Kupyansk, nel nord-est dell’Ucraina (100 km ad est di Kharkiv), è una cittadina martoriata dalla guerra. All’inizio dell’invasione russa nel 2022 è stata subito occupata, ma poi 6 mesi dopo è stata liberata dall’esercito ucraino. Da allora questo importante snodo ferroviario è stato sotto costante attacco russo. E nei mesi scorsi è stato teatro di una spettacolare azione militare: dei soldati russi sono penetrati in città passando all’interno di un gasdotto fuori uso. Aggirando così la difesa ucraina. Alla fine del 2025 il presidente Putin ha rivendicato il controllo della città. Ma poco dopo l’omologo Zelensky si è recato fisicamente alle porte della cittadina, per smentire Putin.

A che punto è ora la situazione? Siamo andati a cercare una risposta in un centro di comando della regione. Lo scenario è quasi da film di fantascienza. All’esterno ci sono pochi segni di presenza umana. C’è solo un piccolo generatore che funziona a pieno regime. Più lontano, i boati costanti dell’artiglieria. Poi però basta varcare una soglia ben mimetizzata e ci si trova proiettati in alcune sale piene di grandi schermi e computer.

“Potete spiegare che qui si possono vedere molti schermi, si può seguire il processo di lavoro in generale e quel che sta capitando. Ma non si possono scattare fotografie ed è assolutamente proibito parlare di questo luogo e descriverne l’aspetto”, spiega uno dei soldati all’interno.

Qui si segue in tempo reale la battaglia di Kupyansk. Sul terreno, decine di videocamere fisse o installate sui droni sorvegliano, e inviano le immagini dei tentativi di avanzata dei soldati russi. Valentin, nome di battaglia “Dandy”, è colui che dirige questo posto di comando dell’unità “Kara-Dag”, che fa parte della Guardia Nazionale. Un’unità specializzata nella ricognizione e nell’attacco tramite sistemi aerei senza pilota, e che opera anche con sistemi robotizzati terrestri.

La Russia a fine 2025 aveva annunciato di controllare la zona di Kupyansk. Ora quale è la sua valutazione?

“Non commentiamo la situazione a Kupyansk, poiché la nostra unità non svolge compiti direttamente in città. Siamo attivi un po’ più a nord. Non ho alcun diritto di commentare. Penso però che tutti abbiano capito che le dichiarazioni rilasciate dalla Russia non corrispondono alla realtà. Noi stiamo facendo il nostro dovere, difendiamo con forza e tenacia la nostra città, e speriamo di continuare a farlo anche in futuro”.

Lei però ha un’idea di ciò che sta capitando a Kupyansk?

“La situazione varia a seconda delle zone. Il nemico sta tentando di infiltrarsi in tutti i settori del fronte. Ci sono piccoli gruppi di fanteria che si infiltrano un po’ ovunque e occupano una determinata posizione fino a quando non li scopriamo. Ma ripeto: non penso di avere il diritto di commentare questa questione in qualità di esperto”.

Quindi voi assistete ogni giorno (giorno e notte) a tentativi di infiltrazione da parte di soldati russi?

“Beh, ovviamente, ogni giorno il nemico cerca di mettere in pratica e trasformare in realtà le bugie che vede sui propri schermi. Cerca di condurre operazioni di assalto, operazioni di infiltrazione o azioni di sabotaggio. Succede sia di giorno che di notte. È per questo che esistono unità come la nostra: per individuare, colpire e distruggere il nemico”.

I posti di comando dei droni ucraini sono un obiettivo privilegiato per l’esercito russo. Qui dentro ci si sente sicuro, in questa postazione nascosta?

“È proprio un’ottima domanda. Ci fa paura? Penso di no. Ad essere sinceri: la sensazione di paura ci ha abbandonati nel 1° mese di guerra, quando abbiamo capito i rischi che avevamo di fronte. Nessuno di noi è al sicuro. Siamo tutti consapevoli del fatto che in qualsiasi momento potremmo diventare bersaglio di un missile, di un drone o di un proiettile. Questo permette di vivere un po’ meglio rispetto a prima della guerra, perché quando vivi nella paura della guerra, non sai cosa fare. Ora si vive senza paura e così ci si sente liberi …anche se con la consapevolezza che potresti smettere di vivere da un momento all’altro”.

Nel resto del mondo si fa fatica ad immaginare una guerra come questa. Qui a Kupyansk avete l’impressione di avere qualche vantaggio sui droni russi?

“Il vantaggio tecnologico è al 100% dalla nostra parte. …ma la carenza di risorse è pure dalla nostra parte… Ecco qual è il problema. Nel nostro Paese abbiamo un maggior numero di esperti e specialisti. Troviamo soluzioni molto più rapidamente. Ma di solito non abbiamo risorse sufficienti. Il nemico invece ha le risorse e riesce a moltiplicarle facilmente e molto rapidamente. Ogni tanto noi impariamo qualcosa da loro, ogni tanto sono loro a farlo. Ma noi stiamo progredendo più in fretta a livello tecnologico proprio a causa della nostra carenza di risorse. Se il nemico ci minaccia lungo un’area più ampia, ne deriva che noi ci ritroviamo con problemi logistici. E allora tutte le unità delle forze di difesa ucraine devono fare ricorso a sistemi robotizzati terrestri”.

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