Guerra in Ucraina

Sloviansk sotto i bombardamenti, “otto o dieci raid alla volta”

Il sindaco Vadym Lyakh alla RSI: aumentano gli attacchi russi con bombe plananti e droni. “Senza soldati e armi non si resiste”

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Bombardamenti a Sloviansk
17:44

4 anni di guerra in Ucraina: le corrispondenze e le testimonianze

SEIDISERA 24.02.2026, 18:00

  • Keystone, immagine d'achivio
Di: Pierre Ograbek (inviato RSI nel Donbass), intervista originale - Redazione RSI Info, adattamento web

La città ucraina di Sloviansk, nel Donbass, vive sotto la costante minaccia dei bombardamenti russi. Il sindaco Vadym Lyakh ha descritto alla RSI una situazione sempre più critica, nel corso di un’intervista diffusa da SEIDISERA e rilasciata dal suo rifugio sotterraneo, la cui posizione deve restare segreta per evitare attacchi mirati.

“Un anno fa il nemico utilizzava di norma una o due bombe plananti per un singolo attacco, ora ne impiega anche otto o dieci simultaneamente contro la città”, ha spiegato il sindaco. A questo si aggiunge la minaccia dei droni di piccole dimensioni che tentano di infiltrarsi in città, “colpendo poi i civili o distruggendo case e automobili”.

L’esercito russo sul terreno avanza molto lentamente, ma senza fermarsi. “Nel 2022 c’è stato il pericolo che i russi si avvicinassero alla città: arrivarono fino a sette chilometri da qui. Ora si trovano a 15-20 chilometri”, ha dichiarato.

Nonostante la situazione difficile, Vadym Lyakh mantiene un cauto ottimismo, fondato su una valutazione realistica. Ha ricordato come la località di Pokrovs’k abbia resistito per oltre un anno dall’inizio dell’assalto, mentre Chasiv Yar ha tenuto per quasi tre anni. “Nella regione di Donetsk, nelle località ancora controllate dall’Ucraina, esistono sistemi difensivi solidi che continuano a essere rafforzati”, ha sottolineato.

Il sindaco di Sloviansk Vadym Lyakh

Il sindaco di Sloviansk Vadym Lyakh

  • RSI

Il sindaco ha però chiarito che le fortificazioni da sole non bastano: “Servono soldati armati. Il loro numero e il loro equipaggiamento sono la componente decisiva dell’equazione. Senza soldati o senza armi, le fortificazioni non servono a nulla”.

“Questa guerra - ha aggiunto nell’intervista concessa alla RSI - è combattuta a distanza, con nuove tecnologie: droni, bombardamenti, missili. Se disponiamo di un numero sufficiente di questi mezzi, saremo in grado di resistere. È rassicurante sentire che in Occidente c’è chi ritiene Sloviansk e Kramatorsk inespugnabili, ma vedremo se un giorno si dovrà parlare di agonia. Il numero di attacchi qui è aumentato. Il nemico sta usando tutto ciò che ha a disposizione. Ma i russi riusciranno a rifornirsi nuovamente? E noi saremo in grado di sostenere lo sforzo con quanto abbiamo? Questa è la questione”.

La preoccupazione maggiore resta quella per i civili. “Direi che la situazione è peggiorata. A causa dei numerosi bombardamenti si registrano vittime civili. Ci sono stati periodi in cui queste perdite erano minime, ma purtroppo non è più così”, ha affermato il sindaco. “La gente muore, anche i bambini. È questo che mi preoccupa di più”.

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