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Massiccio attacco russo contro Kiev

Il bilancio si è aggravato a sei morti e una ventina di feriti - La città è rimasta parzialmente senza corrente elettrica

  • 14.11.2025, 05:58
  • 14.11.2025, 16:27
Massiccio attacco russo contro Kiev

Massiccio attacco russo contro Kiev

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Di: ATS/ANSA/AFP/Swing 

È salito a 6 morti e 20 venti feriti il bilancio del massiccio attacco russo effettuato nella notte su oggi, venerdì, in particolar modo sulla capitale ucraina Kiev. L’esercito russo ha fatto uso di 430 droni e 19 missili, secondo l’Ucraina, di cui rispettivamente 405 e 14 sarebbero stati abbattuti.

Diverse esplosioni sono state segnalate nella capitale a partire dalle 00:45 ora locale, secondo testimoni. Il sindaco Vitali Klitschko riferisce che i detriti di un drone hanno colpito un edificio residenziale di cinque piani nel quartiere Dniprovskiy. Un incendio è stato segnalato anche in un palazzo nel quartiere di Podilskyi. Interruzioni di corrente vengono segnalate in diverse zone della città.

L’Aeronautica militare ucraina parla di decine di droni che hanno preso di mira le regioni centrali, meridionali e orientali. Sono stati emessi allarmi antiaerei per l’intero Paese.

Droni ucraini colpiscono impianto petrolifero russo

Nel frattempo, droni ucraini hanno colpito, sempre nella notte su oggi, la città portuale russa di Novorossijsk danneggiando un terminal petrolifero e innescando un vasto incendio, secondo fonti locali citate dai media di Kiev. L’attacco avrebbe colpito il complesso di Sheskharis, importante terminal per l’esportazione di petrolio della società statale russa Transneft. Secondo quanto riferito, anche un’imbarcazione civile nel porto è stata colpita durante l’attacco e tre membri d’equipaggio sono rimasti feriti. Nel frattempo Mosca afferma che 216 droni ucraini sono stati abbattuti sul territorio russo. Lo riporta l’agenzia di stampa Tass, citando il ministero della Difesa.

Zelensky evoca la possibile resa a Pokrovsk

Preoccupazione e imbarazzo: la prima per quanto accade a Pokrovsk, roccaforte ucraina del Donetsk, la seconda per lo scandalo corruzione che sfiora fin troppo da vicino il presidente Volodymyr Zelensky. Così mentre a Bruxelles si discute su come sostenere finanziariamente l’Ucraina sull’orlo del crac - se con i famosi prestiti garantiti dagli asset russi o con soldi propri - Zelensky evoca la resa dello snodo logistico che potrebbe subire la stessa sorte di Bakhmut. “La decisione se ritirare le truppe - ha dichiarato - spetta ai comandanti sul campo: nessuno obbliga i nostri soldati a morire per delle rovine”.

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