L'invio di una missione in Burundi, per provare a porre fine alle violenze che scuotono il paese, è stata decisa venerdì dal Consiglio di pace e della sicurezza (CPS) dell'Unione africana (UA). Verranno quindi mandati a Bujumbura 5'000 uomini per un periodo iniziale di 6 mesi, che potrà però essere rinnovato.
Il CPS ha dichiarato che se lo Stato di Nkurunziza non dovesse approvare Maprobu, questo il nome della missione, l'UA adotterebbe delle "misure supplementari" per assicurarne lo spiegamento. È infatti poco probabile che le autorità di Bujumbura, che non cessano di denunciare l'intromissione della comunità internazionale nella loro gestione della crisi politica vigente nel paese da 8 mesi, accettino un intervento militare sul proprio territorio. Obiettivi principali di Maprobu sono la protezione dei civili e la creazione delle condizioni necessarie per la riuscita di un dialogo tra tutte le parti coinvolte.
Pascal Couchepin, si recherà anch'esso in Burundi nei prossimi giorni per una missione di pace. Compito dell'ex consigliere Federale, inviato speciale della Francofonia per la regione dei Grandi Laghi, sarà quello di aiutare le autorità burundesi a rendere possibile la ripresa di un dialogo con l'opposizione.
AFP/CaL





