Guerra in Ucraina

Dal fronte congelato il dilemma che divide Kiev

Bombardamenti e blackout segnano il quarto anno dall’invasione russa - Tra negoziati fragili e pressioni, cresce la voglia di pace ma non ci si fida né di Mosca né di Trump

  • Un'ora fa
  • Un'ora fa
Un militare ucraino a Kharkiv

Un militare ucraino a Kharkiv

  • Archivio Keystone
Di: Davide Maria De Luca, collaboratore RSI da Kiev

La mattina del 24 febbraio 2022, mentre in Ucraina doveva ancora sorgere il sole, i carri armati russi hanno superato i confini del paese, mentre missili e droni hanno preso per la prima volta il volo, diretti contro Kiev e le altre città del Paese. Quattro anni dopo, quella che doveva essere una rapida “operazione militare speciale” per rimuovere la leadership ucraina e instaurare un governo amico, si è trasformata nella più lunga e sanguinosa guerra in Europa degli ultimi decenni.

Dal Donbass a Kiev la popolazione ucraina è esausta dopo quattro anni di guerra e attende il parziale sollievo che arriverà con la fine di questo lungo inverno, segnato dalle temperature più rigide che si ricordino e da una campagna di bombardamenti russi che ha lasciato milioni di persone senza luce e riscaldamento.

Cresce la voglia di pace

Una percentuale sempre più alta di ucraini è oggi favorevole alla pace e alle trattative, ci dicono i sondaggi, ma in pochi sono convinti che gli attuali negoziati porteranno da qualche parte. La fiducia nelle buone intenzioni del presidente russo, Vladimir Putin, è ai minimi, ma spesso gli ucraini mostrano un astio ancora maggiore nei confronti del leader americano, Donald Trump. Il gradimento per il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, rimane alto, ma anche la sua immagine è rimasta ammaccata dagli scandali di corruzione emersi negli ultimi mesi.

Se i negoziati non sembrano in grado di produrre una svolta nel conflitto, anche la guerra sul campo prosegue con un passo glaciale – anche se non per questo meno letale per i soldati coinvolti. Nell’ultimo anno i russi hanno fatto pochi progressi nel Donbass, il settore chiave dell’intero fronte. All’inizio del 2025 la roccaforte di Pokrovsk sembrava a un passo dalla resa e la battaglia pronta a spostarsi più a nord, intorno alla città di Kramatorsk, la capitale di fatto della regione di Donetsk sotto controllo ucraino.

Ma un anno dopo, i soldati russi e ucraini combattono ancora nella periferia di Pokrovsk, mentre gli avamposti di Mosca rimangono a oltre venti chilometri da Kramatorsk. È un risultato umiliante per i russi e brillante per gli ucraini, ma che è stato pagato a caro prezzo. Non solo in termini di soldati morti e feriti, ma anche di territori persi in altre regioni, da dove gli ucraini hanno distolto forze per mantenere le loro posizioni in Donbass.

Nella regione di Zaporizhia, ad esempio, i russi sono arrivati a 15 chilometri dal capoluogo omonimo, un centro industriale chiave per il settore della difesa ucraina e in cui vivono ancora quasi 700’000 persone. Avanzate importanti, che mettono in pericolo la prosecuzione del conflitto per Kiev, anche nel caso in cui la difesa ucraina del Donbass dovesse reggere.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky

  • Archivio Keystone

L’esercito resiste, ma le diserzioni sono un problema

Nel frattempo, però, l’esercito ucraino si è mostrato più capace di resistere e contrattaccare di quanto ci si potesse aspettare un anno fa. A Kupyansk, non lontano da Kharkiv, un’operazione lanciata a metà dicembre ha portato alla liberazione quasi completa della città, passata di mano per la quarta volta in questo conflitto. E nelle ultime settimane, un altro contrattacco, di dimensioni più ridotte, ha portato a successi anche a Zaporizhia.

In questo quarto anno di guerra, l’esercito e la società dell’Ucraina hanno dimostrato di essere ancora lontani dalla capitolazione. Ma i problemi, economici e sociali, emersi nel corso del conflitto si sono fatti ancora più profondi. La crisi della mobilitazione militare è ormai un tema inevitabile in qualsiasi conversazione con gli ucraini. L’esercito fatica a trovare nuovi soldati e a trattenere quelli che riesce a mobilitare: le diserzioni sono ormai un problema endemico in quasi tutte le forze armate.

Zelensky ha chiesto al suo nuovo ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, di risolvere la crisi, ma è difficile immaginare che il 35enne, per quanto apprezzato nel suo precedente ruolo di ministro per la Trasformazione digitale, possa trovare una soluzione – soprattutto se il governo non cederà alle pressioni degli alleati, che chiedono di abbassare l’età minima di mobilitazione, al momento fissata a 25 anni, e di ridurre le esenzioni familiari o lavorative dalla mobilitazione.

Sono misure che, la leadership ucraina ne è convinta, sarebbero estremamente impopolari tra la popolazione. Ma altrettanto impopolare sarebbe cedere alle richieste umilianti della Russia, dice Zelensky: consegnare il resto del Donbass e acconsentire alle altre richieste che il Cremlino certamente avanzerà.

Il 2026 sarà l’anno in cui Zelensky e la leadership ucraina saranno probabilmente costretti a trovare una soluzione a questo dilemma: trovare le risorse necessarie a continuare a combattere fino a che la Russia non sarà ancora più stanca dell’Ucraina; oppure quelle, altrettanto difficili da reperire, che facciano accettare al Paese un compromesso che fino a ieri appariva impensabile.

immagine
01:58

Nuovi attacchi russi contro l'Ucraina

Telegiornale 22.02.2026, 12:30

La Catena della solidarietà rinnova il suo appello

La solidarietà del 2022 era stata “unica”, secondo Christian Engeli della Catena della solidarietà, attiva in particolare nelle regioni maggiormente colpite. La colletta lanciata poco dopo l’invasione russa è la seconda più importante della storia con 130 milioni di franchi. E le donazioni sono proseguite anche in seguito. Oggi, a quattro anni di distanza e con la somma salita a 140 milioni (oltre il 90% dei quali già impiegati per sostenere 151 progetti umanitari e sette milioni di persone in tutto), la Catena rilancia il suo appello.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare