La tregua è scattata alla mezzanotte locale in Ucraina, le 23 in Svizzera. In colloqui telefonici separati con Angela Merkel e con François Hollande, i presidenti russo (Vladimir Putin) e ucraino (Petro Poroshenko) hanno ribadito la necessità e l'impegno a far rispettare il cessate il fuoco. Domani, domenica, i quattro leader si telefoneranno nuovamente per fare il punto sulla situazione. L'uomo forte di Kiev ha però pure ripetuto il suo monito: se le ostilità, proseguite oggi, non dovessero aver fine, sarà imposta la legge marziale non solo nelle regioni di Lugansk e Donetsk, in mano ribelle, ma in tutto il paese.
"I nostri partner occidentali", ha detto ancora, "confermano non solo la presenza di blindati e altri armamenti pesanti vicino a Debaltsevo, ma anche la concentrazione di nuove forniture e di attrezzature belliche russe al confine".
Il capo dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, Oleksandr Zakharcenko, ha già avvertito che sulla sacca di Debaltsevo, dove 8'000 soldati ucraini sono circondati, l'intesa di Minsk "non dice una parola".
pon/ATS




