Il presidente statunitense Donald Trump ha firmato giovedì alcuni decreti che impongono nuovi dazi doganali su una serie di farmaci importati. Ha inoltre rivisto quelli esistenti sui metalli, a un anno esatto dall’annuncio di tali dazi.
La sovrattassa sui prodotti farmaceutici brevettati mira ad accelerare la rilocalizzazione degli stabilimenti negli Stati Uniti e potrebbe arrivare fino al 100%, ma sarà del 15% per i Paesi o territori che hanno un accordo commerciale con Washington, come la Svizzera, il Liechtenstein, l’Unione europea il Giappone e la Corea del Sud.
Le misure entreranno in vigore tra 120 giorni per le grandi imprese e tra 180 giorni per le aziende più piccole. I farmaci generici e i biosimilari sono per il momento esclusi dai dazi. Le aziende possono ottenere una riduzione dei dazi o l’eliminazione di essi se svilupperanno capacità produttive negli Stati Uniti e stipuleranno accordi sui prezzi con le autorità.
Allo stesso tempo, la revisione dei dazi doganali sui metalli mira a contrastare le pratiche delle aziende che cercano di “manipolare artificialmente” i prezzi dei loro prodotti per rivenderli a un prezzo inferiore negli Stati Uniti, secondo la Casa Bianca.
In concreto, anche i prodotti finiti contenenti una quota significativa di acciaio, alluminio o rame saranno soggetti al dazio del 25% imposto su questi metalli, in proporzione alla quantità in essi contenuta. Le nuove norme sui metalli entreranno in vigore già da lunedì

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Notiziario 02.04.2026, 23:00
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