Donald Trump, in un’intervista, ha ammesso che sta valutando la possibilità di assaltare l’isola iraniana di Kharg, da cui transita il 90% delle esportazioni di petrolio grezzo iraniano. “Ad esser sincero - ha detto - la cosa che preferisco è prendere il petrolio dell’Iran. Ma negli Stati Uniti alcuni mi chiedono perché lo fai? Ma sono persone stupide”. La frase virgolettata è stata pubblicata dal Financial Times che ieri ha intervistato il presidente americano.
Le parole di Trump si riferiscono all’isola di Kharg, hub petrolifero iraniano, centrale nell’industria di esportazione del petrolio da parte di Teheran. “Forse la conquisteremo, forse no. Abbiamo molte opzioni sul tavolo. Non credo che sia difesa. Potremmo farla nostra molto facilmente”, ha affermato Trump, sempre al Financial Times.
Intanto 10’000 soldati americani addestrati per conquistare e mantenere il controllo del territorio stanno raggiungendo la regione.
Dal Air Force One che lo riportava ieri sera a Washington, Trump ha anche ribadito di star infliggendo pesanti danni alle capacità militari della Repubblica islamica. E, come spesso accade con il presidente americano, dopo le minacce sono arrivati i ringraziamenti e i tentativi di lusingare l’avversario: “Il piano di 15 punti? Sono d’accordo con noi per la maggior parte delle cose che chiediamo. Ne abbiamo aggiunte sul piatto altre due. Ci hanno dimostrato di fare sul serio, facendoci un altro regalo: venti petroliere transiteranno dal distretto di Hormuz”. Un segno di rispetto nei confronti di Washington, così l’ha letto il presidente statunitense, che ha anche parlato di una prova tangibile dei negoziati in corso per porre fine al conflitto.






