Il ministero della Difesa israeliano ha annunciato, oggi, sabato, di aver lanciato un “attacco preventivo” contro l’Iran, mentre a Gerusalemme risuonano le sirene di allarme e gli abitanti del Paese vengono avvisati sui loro telefoni di un “allarme estremamente grave”. Lo Stato di Israele ha lanciato un “attacco preventivo contro l’Iran”. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato “lo stato di emergenza speciale e immediato in tutto il Paese”, si legge in un comunicato del suo ministero.
Bombardamenti continuano
Nel frattempo le esplosioni a Teheran continuano, anche nell’est e nel centro nord della città, ad esempio sul ponte Seyed Khandan, dove si trova il quartier generale congiunto delle forze armate: lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim. Filmati sui social media mostrano ampi pennacchi di fumo e missili in volo. Nel frattempo l’Iraq ha fatto sapere di aver chiuso totalmente il suo spazio aereo
Operazione sostenuta dagli Stati Uniti
Gli Stati Uniti stanno partecipando all’operazione israeliana, anche se non è ancora chiaro quale sia la portata del loro coinvolgimento, secondo un funzionario statunitense e una persona informata sull’operazione, che hanno parlato in forma anonima per non rivelare dettagli su operazioni militari sensibili.. L’attacco arriva mentre gli Stati Uniti hanno radunato una vasta flotta di aerei da combattimento e navi da guerra nella regione per cercare di spingere l’Iran a un accordo sul suo programma nucleare.
Donald Trump non ha ancora deciso
Donald Trump tiene il mondo con il fiato sospeso: ieri, venerdì ha manifestato il suo malcontento nei confronti dell’Iran, ma ha affermato di non aver preso una “decisione definitiva” su eventuali attacchi, mentre il mediatore dell’Oman si è vantato di aver compiuto un passo avanti nei negoziati per evitare la guerra. Il presidente americano ha dichiarato ai giornalisti di “non essere molto soddisfatto del modo di negoziare degli iraniani”, all’indomani di una terza sessione di colloqui a Ginevra con la mediazione dell’Oman.
Ma “non abbiamo preso una decisione definitiva” su eventuali attacchi, ha dichiarato, sullo sfondo di un massiccio dispiegamento militare americano in Medio Oriente, il più importante da decenni, e dei timori di un conflitto regionale in caso di attacco americano.
Il capo della diplomazia dell’Oman, mediatore dei negoziati, ha tuttavia assicurato venerdì che c’è stata una svolta, affermando che l’Iran ha accettato di non immagazzinare uranio arricchito. “Si tratta di qualcosa di completamente nuovo, che rende davvero meno rilevante l’argomento dell’arricchimento, perché ora stiamo parlando dell’assenza di stoccaggio”, ha spiegato Badr Albusaidi al canale americano CBS.
Portaerei dispiegate
In questo contesto di tensioni, gli Stati Uniti hanno raccomandato al personale non essenziale della loro ambasciata a Gerusalemme di lasciare Israele - loro alleato e nemico giurato dell’Iran - a causa dei “rischi per la loro sicurezza”. Il segretario di Stato americano Marco Rubio si recherà lunedì in Israele - che l’Iran aveva colpito a giugno in risposta a un attacco israeliano sul suo territorio - ha annunciato il Dipartimento di Stato.
Gli Stati Uniti hanno inviato nella regione due portaerei, tra cui la Gerald Ford, la più grande al mondo, attesa al largo di Israele dopo aver lasciato Creta giovedì. Venerdì Washington ha anche inserito l’Iran nella sua lista nera dei Paesi che praticano “detenzione ingiustificata” e ha invitato i cittadini americani che si trovano lì a “partire immediatamente”. Accusando Teheran - che nega - di voler dotarsi della bomba atomica, gli Stati Uniti insistono per un divieto totale dell’arricchimento dell’uranio, mentre l’Iran difende il suo diritto al nucleare civile.
Il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi ha, frattanto, invitato gli Stati Uniti a evitare “qualsiasi richiesta eccessiva”, temperando l’ottimismo che aveva mostrato il giorno prima al termine dei colloqui.
Rischio di un “rapido” aggravamento
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, si è detto “estremamente preoccupato per il rischio di un’escalation militare regionale”. La Cina ha consigliato ai suoi cittadini attualmente in Iran di evacuare “il prima possibile”. Londra ha annunciato misure per proteggere il proprio personale diplomatico, di fronte al rischio di un “rapido” aggravamento della situazione .Berlino ha sconsigliato “con urgenza” ai propri cittadini di recarsi in Israele. E la compagnia turca Turkish Airlines ha cancellato i voli di venerdì sera da Istanbul a Teheran.
Notiziario 07.00 del 28.02.2026
RSI Info 28.02.2026, 07:53
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