Intervista

Raffaele Gaito: “L’intelligenza artificiale non sostituisce, affianca”

Per la prima volta possiamo dialogare con le macchine. Ma serve usarle con responsabilità, spiega l’imprenditore digitale e divulgatore in materia di IA

  • 55 minuti fa
Raffaele Gaito
07:20

Raffaele Gaito: “L’intelligenza artificiale non sostituisce, affianca”

RSI Info 22.05.2026, 16:20

  • RSI
Di: Alessandro Chiara 

Mercoledì si è conclusa a Milano la settima edizione dell’AI WEEK. La settima, ma forse la prima che ha veramente decretato la trasformazione dell’intelligenza artificiale da materia specialistica a potenziale patrimonio di tutti. L’IA generativa - ChatGPT, Claude e compagnia - ci ha risucchiati in un mondo che, in altre forme, era in cammino già dagli anni ‘50, e che è oggi più promettente – o inquietante – che mai.

Alla manifestazione hanno partecipato moltissimi oratori di prestigio e, tra loro, Raffaele Gaito, divulgatore e autore di “In cosa posso esserti utile? Guida molto pratica e poco emotiva all’intelligenza artificiale”

Raffaele, qual è la tua impressione rispetto a questa fiera?

La prima cosa che colpisce di questa edizione è il tipo di pubblico. Non è più una fiera per addetti ai lavori. Dagli studenti universitari ai pensionati, ho parlato con persone molto diverse. Questo dimostra quanto questa tecnologia sia trasversale: è arrivata nelle case, nelle tasche e negli uffici di tutti.

All’edizione dello scorso anno si intravedeva l’ascesa degli agenti, cioè gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale generativa: quest’anno vedi qualche tendenza che potrebbe affermarsi nei prossimi mesi?

In tutte le edizioni ci sono sempre tanti stimoli su quello che potrebbe succedere. Il fatto è che non sai mai quali si avvereranno. Di dieci cose che ascolti, magari otto non arriveranno. Ma di solito ce ne sono una o due che invece prendono piede, e quelle sono importanti perché impattano sul modo in cui lavori e utilizzi l’intelligenza artificiale.

Su quali tecnologie hai gli occhi puntati?

Prima di tutto gli strumenti di sviluppo con agenti, come Claude e Codex. Piattaforme nate per i programmatori, ma che poi abbiamo iniziato a utilizzare tutti. Abbiamo scoperto che tutti i lavori d’ufficio e creativi si possono fare con questi strumenti. Potrebbero rivoluzionare il tuo lavoro di venditore, di marketing o di assistenza clienti.

Il secondo tema riguarda le integrazioni sicure. Se devo dare accesso alla mia mail, ai miei file e ai database, devo pormi il problema della sicurezza.

Il terzo punto sono i modelli in locale. Aziende che si occupano di sanità o medicina hanno dati sensibili e non possono mandarli su server americani. Devono trovare soluzioni che rimangano in azienda. Dopo il cloud, sembra di tornare al passato, quando avevamo i server fisicamente in azienda.

Il titolo del tuo talk era provocatorio: “L’IA non uccide la creatività. Sei tu a farlo”. Cosa significa?

Quello che volevo spiegare è che noi abbiamo una responsabilità nel modo in cui utilizziamo lo strumento. Nessuno ti ha detto che devi delegare completamente il processo creativo e spegnere il cervello. È qualcosa che hai deciso di fare tu.

Uso questo termine: creatività aumentata. Puoi utilizzare lo strumento come qualcuno che ti affianca nel processo creativo, non che ti sostituisce.

Per la prima volta nella storia abbiamo una tecnologia con la quale possiamo dialogare. Apri ChatGPT, Gemini o Claude e spiegagli la situazione, quello di cui ti occupi. Poi chiedigli: quali sono le cose che puoi fare insieme a me, non per me? In cosa puoi essermi utile?

Anche se lo usi solo per i tuoi hobby, puoi fare la stessa cosa e scoprire che può aiutarti a rimanere aggiornato o a trovare fonti interessanti. È estremamente facile e lo possono fare tutti.

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L'Europa dell'AI a Milano

Prima Ora 20.05.2026, 18:00

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