Svizzera

“Mani legate” sul caso Winterthur

Il procuratore federale Blättler denuncia i limiti del diritto di sigillatura, uno strumento considerato non più al passo coi tempi - Con le norme attuali, gli inquirenti non hanno ancora avuto accesso ai dispositivi digitali dell’aggressore

  • 45 minuti fa
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Winterthur, inchiesta in stallo

Telegiornale 07.06.2026, 20:00

Di: Il Telegiornale-Omar Cartulano/DC 

A più di una settimana dall’attacco con coltello a Winterthur, il Ministero pubblico della Confederazione non ha ancora potuto avere accesso ai dispositivi digitali dell’autore. Con le norme attuali è infatti possibile opporsi al sequestro di tali oggetti. Una possibilità criticata aspramente domenica sulle pagine della NZZ am Sonntag dal procuratore federale Stefan Blättler, che parla di “mani legate” di fronte a questa situazione, sottolineando come sia importante per le indagini stabilire tutta la rete di contatti dell’uomo.

Il Ministero pubblico della Confederazione sta infatti indagando sul 31enne autore dell’aggressione avvenuta il 28 maggio a Winterthur anche per terrorismo. Tra le prove più importanti potrebbero perciò esserci i dati e le conversazioni presenti nel telefonino e nel computer dell’uomo. Ma in virtù della cosiddetta sigillatura prevista nel diritto di procedura penale, la difesa dell’aggressore ha potuto impedirne il sequestro. Tutto ciò, secondo Blättler, non sarebbe al passo coi tempi: vista la mole di dati occorrerebbe disporne più rapidamente che in passato.

Sigillo sì, sigillo no

Il sigillo è uno strumento costituzionale che impedisce ai procuratori penali di avere accesso illimitato ai dati personali. Perciò, c’è chi mette in guardia dal compromettere la protezione della privacy. Al Telegiornale si è espressa Manuela Weichelt, presidente della sottocommissione Tribunali e Ministero pubblico in Consiglio nazionale: “Il diritto di sigillo è un mezzo importante per proteggere lo Stato di diritto e le parti. Nel 2024 in Parlamento è stata apportata una modifica alla legge per accorciare massicciamente i tempi per le richieste dati. Ora stiamo cercando di ottenere le informazioni necessarie per capire se ciò è stato sufficiente”.

Sulla questione, sicuramente, si chinerà ancora la politica. Per il momento, su richiesta del ministero pubblico, sul caso di Winterthur sarà però innanzitutto il Tribunale per le misure coercitive a decidere se sbloccare o meno l’accesso ai dispositivi dell’aggressore.

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Winterthur: accoltellamento alla stazione

Telegiornale 28.05.2026, 12:30

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