Dal 2015 i 29 Stati dello Spazio Schengen, di cui fa parte anche la Svizzera, potranno effettuare nuovamente controlli d'identità delle persone alle frontiere in caso di necessità: lo ha deciso il Parlamento europeo a larga maggioranza.
In particolare tali verifiche potranno essere compiute, per due anni al massimo, in caso di un massiccio afflusso di profughi, come è avvenuto durante la "primavera araba".
Anche oggi controlli sono possibili, ma limitatamente a un'allerta terroristica oppure durante importanti avvenimenti sportivi.









