Svizzera

Dopo le polemiche, l’ambasciatore italiano si prepara al rientro a Berna

Il 1° aprile Gian Lorenzo Cornado prenderà parte a una cerimonia in ricordo delle vittime del rogo di Crans-Montana organizzata dall’Ambasciata d’Italia - In Vallese si è tenuto un incontro tra inquirenti svizzeri e italiani

  • Un'ora fa
L'ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado

L'ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado

  • Immagine d'archivio Keystone
Di: Pa.St. 

A esattamente tre mesi dall’incendio di Capodanno di Crans-Montana, che ha causato 41 morti e 115 feriti, mercoledì 1° aprile l’Ambasciata d’Italia a Berna organizzerà un momento di raccoglimento in ricordo delle vittime. Una commemorazione che dovrebbe rappresentare un passo verso il disgelo delle tensioni diplomatiche tra Svizzera e Italia: alla cerimonia in questione prenderà infatti parte anche l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado. Lo rende noto il SonntagsBlick, citando fonti diplomatiche. Sul rientro definitivo non ci sarebbe comunque ancora una decisione di Roma.

L’Italia ha richiamato Cornado a Roma lo scorso 26 gennaio come protesta contro la gestione delle indagini sul devastante rogo di Capodanno, in particolare in seguito alla scarcerazione di Jacques Moretti, uno dei due proprietari del bar “Le Constellation”.

La richiesta del governo italiano

Una scarcerazione che, lo aveva scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, “rappresenta un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il popolo italiano”. Anche la premier Giorgia Meloni aveva parlato di “oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno” e di “insulto alle loro famiglie, che stanno soffrendo per la scomparsa dei loro cari”.

Il governo Meloni ha dunque vincolato il rientro a Berna dell’ambasciatore Cornado all’avvio di una “effettiva collaborazione” fra le autorità giudiziarie di Svizzera e Italia in relazione alla tragedia di Crans-Montana e “all’immediata costituzione di una squadra investigativa comune, affinché vengano accertate, senza ulteriori ritardi, le responsabilità” del rogo a Crans-Montana. Tali condizioni erano state rese note dopo un incontro avvenuto a Palazzo Chigi fra la premier Meloni e l’ambasciatore Cornado.

Prende forma la cooperazione giudiziaria

La cooperazione giudiziaria starebbe ora prendendo forma: negli scorsi giorni gli inquirenti italiani sono infatti stati in Vallese, dove hanno esaminato il fascicolo dell’inchiesta e visitato il luogo della tragedia. La loro intenzione è di acquisire circa un migliaio di documenti. La Procura di Sion si è impegnata ad accelerare la complessa procedura di valutazione e trasmissione ricorrendo all’Ufficio federale di giustizia. E dal Vallese sarà anche inviata una rogatoria per ottenere i risultati dell’indagine italiana.

Interpellato dal SonntagsBlick, l’ambasciatore Cornado ha confermato che il recente incontro tra le autorità giudiziarie elvetiche e italiane è stato positivo. E ha fatto sapere che ora resta in attesa di una decisione del governo italiano in relazione al suo rientro a Berna.

immagine
00:39

I magistrati italiani a Crans-Montana

Telegiornale 25.03.2026, 12:30

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare