La liberazione di Jacques Moretti, gestore del bar “le Constellation” di Crans-Montana (dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite), ha suscitato reazioni anche in Francia. Uno degli avvocati che rappresenta le famiglie delle vittime ha parlato, ad esempio, di decisione incomprensibile e del conseguente rischio di influenzare testimoni che non sono ancora stati sentiti. I toni con cui questa vicenda viene seguita è però molto diversa rispetto all’Italia (ben 9 vittime, lo ricordiamo, sono francesi).
Naturalmente il dramma del Constellation ha colpito molto l’opinione pubblica francese. Nei primissimi giorni i media hanno seguito quotidianamente la vicenda. Il momento culminante si è avuto con i funerali, in presenza anche del presidente della Repubblica Emmanuel Macron, che ha suggellato la vicinanza della Francia come Paese alle vittime, a tutte le vittime, non solo a quelle francesi.
Il trattamento mediatico poi, è andato scemando, nel senso che ci sono stati certamente periodici aggiornamenti sull’inchiesta, senza però mai aprire un fronte di polemica, magari politico, in chiave giudiziario. Per dirla chiaramente, nessun esponente dell’esecutivo ha attaccato o commentato in modo negativo le procedure di inchiesta svizzere o messo in dubbio il lavoro degli inquirenti.
Un paio di giorni fa Le Monde ha evocato le polemiche sulla scarcerazione del proprietario del Constellation, ma di fatto riprendendo soprattutto le reazioni italiane. Oggi il quotidiano della capitale Le Parisien ha dedicato al dramma di Crans-Montana l’apertura del giornale, entrando nel dettaglio però dei verbali del gestore del locale. Insomma, come spesso accade per i fatti di cronaca in Francia, anche stavolta il tema è stato trattato con un certo equilibrio, inserito in un contesto molto denso in termini di attualità, sia interna che internazionale.
Toni molto più pacati quindi. Pesa forse anche il fatto che tra gli imputati ci sono i gestori del bar (che sono francesi, della Corsica). Ma basta per spiegare questa differenza con l’Italia? È soprattutto una questione culturale e anche di impostazione giornalistica. I grandi giornali nazionali, per esempio, non dedicano alla cronaca lo stesso spazio che si vede nei quotidiani italiani. I canali televisivi e anche di informazione continua spesso poi ne rispecchiano i contenuti e comunque si alimentano variando i temi. Ma tendenzialmente, rispetto al modello italiano, non si cerca la polemica a ogni costo e si tende a non esporre il dolore di vittime e familiari, oppure si rimane su un piano di cronaca senza cedere sistematicamente alla spettacolarizzazione dell’informazione.










