Il figlio della donna di Malters (LU) che il 9 marzo 2016 si era suicidata in casa, dove si era asserragliata per impedire agli agenti di trovare una piantagione di canapa, ha presentato ricorso contro la sentenza di assoluzione pronunciata in giugno dal tribunale distrettuale di Kriens nei confronti del comandante della polizia cantonale Adi Achermann e dal capo della polizia giudiziaria.
I due sapevano che l'intervento delle forze dell'ordine avrebbe comportato rischi considerevoli per la donna, ha insistito il legale dell'uomo, Oskar Gysler. Secondo l'avvocato sussistevano varie alternative, da un proseguimento delle trattative da parte degli agenti al ricorso a una persona di fiducia che potesse mediare. Non vi era fretta di agire, quindi l'operato della polizia non è stato proporzionale.
Venerdì il procuratore straordinario Christoph Rüedi, dopo aver analizzato la sentenza, aveva deciso di non impugnare il verdetto. Le motivazioni addotte dalla corte appaiono infatti plausibili, ha detto.
pon/ATS





