Un comitato composto da sindacati e partiti politici ha lanciato un referendum contro la decisione delle Camere di far prevalere i contratti collettivi di lavoro (CCL) sui salari minimi cantonali.
Si tratta di un attacco ai salari delle donne e al federalismo, ha dichiarato il comitato, prendendo di mira la nuova normativa, adottata dal Parlamento durante la sessione estiva.
Secondo i promotori del referendum, sarebbero proprio i settori a bassi salari, come quello alberghiero-ristorativo o delle pulizie, a risentirne maggiormente. Il comitato definisce questa decisione “un attacco ai salari delle donne”, ricordando che sono donne quasi due terzi delle persone che percepiscono un salario minimo.
Il comitato ritiene che la misura eluda le decisioni popolari prese in diversi Cantoni e città, come Ginevra, Neuchâtel, Zurigo o Winterthur.

Il salario minimo in tre città svizzere
Telegiornale 21.06.2026, 12:30









