Svizzera

Scudo fiscale vodese, aperta un’inchiesta

Il rapporto Paychère in agosto aveva svelato un’applicazione illegale fra il 2009 e il 2021

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Problemi noti per anni senza che fossero presi provvedimenti

Problemi noti per anni senza che fossero presi provvedimenti

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Di: ATS/pon 

Il Ministero pubblico vodese ha deciso di indagare sullo scudo fiscale. Il procuratore generale Eric Kaltenrieder si è attribuito il fascicolo a seguito del rapporto Paychère risalente allo scorso agosto, che ha rivelato che la pratica dello scudo fiscale non era conforme alla legge tra il 2009 e il 2021. Il “bouclier fiscal” nelle intenzioni del legislatore cantonale mirava ad evitare che le imposte fossero confiscatorie per i contribuenti facoltosi, ma secondo l’esperto indipendente citato si è tradotto in uno sconto sulle tasse non conforme alla legge per oltre un decennio.

L’inchiesta mirerà a chiarire le circostanze che hanno portato a questa applicazione illegale, ma anche alla modifica di decisioni di tassazione a seguito di reclami, indica martedì il Ministero pubblico in un comunicato.

L’istruzione penale è stata aperta l’8 gennaio e il procuratore generale ha inviato una richiesta al Consiglio di Stato per ottenere una copia dell’intero fascicolo (rapporto, complemento, verbali di audizione). È sulla base dell’esame approfondito del documento, ma anche a causa delle reticenze da parte della politica, in particolare del Consiglio di Stato, di istituire un commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) che Kaltenrieder ha deciso di indagare.

Al momento della pubblicazione del rapporto di Paychère, il Ministero pubblico aveva volutamente lasciato in sospeso la questione di un suo eventuale esame dal punto di vista penale, al fine di non interferire con la decisione del Parlamento relativa all’istituzione di una CPI. Il Gran Consiglio non ha ancora però preso una decisione in merito.

Il rapporto Paychère aveva mostrato divergenze fra legge e pratica di tassazione che ha riguardato a dipendenza degli anni fra i 1’000 e i 4’000 contribuenti, senza tuttavia indicare cifre precise sulle perdite per il Cantone e senza additare responsabili. Evidenziava però come i problemi fossero stati segnalati già dal 2011 e poi di nuovo nel 2015, senza che i vertici dell’amministrazione delle contribuzioni (la cui direttrice Marinette Kellenberger, coinvolta anche nel caso Dittli, è prossima al pensionamento) prendessero provvedimenti. L’allora consigliere di Stato Pascal Broulis, che era il responsabile delle finanze, non sarebbe stato informato fino al 2019.

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Telegiornale 12.01.2026, 20:00

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