"È un incontro più tecnico e meno politico, che permette di far conoscere le nostre specificità agli altri cantoni". Christian Vitta ha commentato così - ai microfoni della RSI - i dettagli della Conferenza dei direttori cantonali dei dipartimenti dell'economia riuniti a Berna. Il ministro ticinese oggi ha presentato il progetto ticinese di clausola di salvaguardia teso a cercare di attenuare l'impatto della libera circolazione sul mercato del lavoro.
Il modello ticinese
Il progetto, elaborato dal professor
Michael Ambühl del politecnico di Zurigo, secondo Vitta ha destato "molto interesse", dato che "erano presenti non solo i rappresentanti di vari cantoni, ma anche alti funzionari della Confederazione".
Basilea e Ginevra hanno interessi e posizioni divergenti rispetto al Ticino. "Sono presenti all'incontro e hanno accolto con favore le nostre idee, si sono aperti anche dei canali di contatto che tengono conto delle specificità di altri cantoni di frontiera".
"Per il Ticino - sempre secondo Vitta - è importante essere della partita presentando questo studio. Non lavoriamo con un'ottica rivendicativa, ma con spirito partecipativo; abbiamo evidenziato che il mercato del lavoro svizzero non è uniforme e ogni regione ha le proprie caratteristiche".
Riguardo l'uscita odierna sulla NZZ del collega di Governo leghista Norman Gobbi, che ritiene "inutili" le discussioni tra Svizzera e Italia, Vitta ha replicato: "È una presa di sposizione personale che avremo modo di discutere".
RedMM
Dal TG12.30:




