In avvio della seconda giornata del processo a carico di Hector Bravo Moron e Paolo Guarnieri per il caso Nyx il giudice Claudio Zali ha voluto chiarire i fatti avvenuti nella notte tra il 22 ed il 23 ottobre del 2011.
Secondo il decreto d'accusa Bravo ha ordinato a tre dipendenti addetti della sicurezza di prelevare e richiudere in un locale due avventori nonché di tenerli sequestrati per essere malmenati e, successivamente, espulsi dal Nyx. I due sono stati ritrovati feriti sul marciapiede.
"Loro non hanno picchiato nessuno", ha precisato Zali, lo ha fatto "il personale della sicurezza". Ma Bravo, secondo quando testimoniato da uno dei due avventori, "ha assistito ad un pestaggio" e dunque, secondo il denunciante, è il mandante.
"Io non c'ero. Non ho visto niente. E non ho mai visto questa persona. Il mio compito in discoteca è sempre stato quello di coccolare il cliente. E di farlo sentire dentro a casa sua", ha precisato Bravo.
Inoltre, da giugno a dicembre 2011, il sistema di videosorveglianza del Nyx non funzionava. Niente filmati, dunque. Secondo Bravo e Guarnieri le telecamere non avrebbero comunque potuto filmare il pestaggio.
Il futuro di Bravo e Guarnieri
"E in futuro lei cosa intende fare?, ha allora chiesto Zali a Bravo. "Lavorare. Ma cambiando settore", ha risposto l'imputato, che secondo nostre informazioni ha già firmato un contratto come magazziniere per una ditta ticinese.
"E lei?", ha chiesto a Guarnieri. "Pensi, la sera prima dell'arresto avevo ricevuto una proposta di lavoro dall'Italia. Ho sempre lavorato. E lavorerò". "In Italia?", ha aggiunto Zali. "Forse, in passato ho anche ricevuto una proposta da Mediaset", ha replicato Guarnieri.
Joe Pieracci








