I santini, i cartelloni per le strade, i volti di candidate e candidati che ammiccano nella pubblicità sul web, le opinioni di tutti su quasi tutto, gli immancabili selfie, i dibattiti in radio e in TV, i sondaggi del GdP... fra qualche ora saranno solo un ricordo.
Il giorno in cui si contano i voti si avvicina. Domenica 10 aprile il Ticino rinnova i poteri in una novantina di comuni e si conclude così idealmente la giostra elettorale cominciata un anno fa con le cantonali.
Le comunali, pur essendo un collage di realtà locali, sono un test importante per la politica ticinese. Gli occhi sono puntati prima di tutto sulle realtà urbane, a cominciare ovviamente da Lugano, dove la sfida fra Lega e PLR ha tutti i connotati della rivincita dopo il ribaltone del 2013.
La campagna elettorale ha offerto parecchi spunti di riflessione anche se è mancato un po' il sale del confronto anche duro fra i partiti. Forse si è già dato troppo in passato. E poi a Lugano, Locarno e Mendrisio i quattro principali partiti del cantone sono rappresentati in Municipio, a Chiasso tre. Insomma sono tutti impegnati a lavorare assieme e allora è difficile che basti una campagna elettorale per cambiare musica.
Domenica con i risultati dei Municipi e lunedì con quelli dei consigli comunali si tireranno le somme. Ci saranno vincitori e vinti. In alcuni casi, dove si andrà al ballottaggio per il sindaco, si dovrà aspettare fino alla seconda domenica di maggio per scrivere la parole fine a questa avventura. Poi si ricomincerà a governare o meglio, per quanto riguarda le realtà comunali, ad amministrare la "cosa pubblica" e molti si renderanno conto che fra le promesse elettorali e la realtà c'è di mezzo spesso un vero e proprio abisso.
Reto Ceschi




