Tredici milioni di franchi: tanto aveva raccolto la Catena della Solidarietà per le regioni, in Ticino, nei Grigioni e in Vallese, investite dalle intemperie nel 2023. Per la Vallemaggia l’aiuto è nell’ordine di quasi un milione e mezzo di franchi: ma come si articola la sua distribuzione? Un primo aiuto è destinato “a persone che hanno avuto un danno materiale”, spiega Lorenzo Sonognini, consulente della Catena della Solidarietà per la Vallemaggia, specificando che in questi casi “una parte di questi costi o di questi danni non sono stati coperti dalle assicurazioni o da altri”: la Catena interviene quindi “per i costi residui”. Ma un altro tipo d’aiuto è di natura economica, “per attività che hanno avuto un danno economico” come, ad esempio, grotti che non hanno “potuto aprire” o B&B che hanno “dovuto disdire le riservazioni”.
Alla commissione incaricata sono così pervenute dalla Vallemaggia 63 richieste d’aiuto: a formularle, cittadini, enti o fondazioni private. Solo due non sono state approvate poiché non rispettavano i criteri stabiliti. Per i restanti 61 progetti sono stati quindi proposti “indennizzi per un milione e 430’000 franchi”, rileva Arnoldo Coduri, presidente della commissione per il coordinamento degli aiuti. La Catena della Solidarietà li ha approvati tutti e “addirittura in due casi ha aggiunto qualcosa”. La somma elargita si attesta quindi a un milione e 490’000 franchi.
Le richieste, che potevano essere presentate fino allo scorso settembre, sono arrivate un po’ da tutti i settori: 11 da artigiani, 6 da proprietari di aziende agricole, una decina da privati con danni all’abitazione primaria e 15 con danni alle abitazioni secondarie. Ora la Catena della Solidarietà mette i soldi rimanenti a disposizione degli enti pubblici. Arnoldo Coduri cita una cifra nell’ordine di circa 4 milioni di franchi. “Noi abbiamo” segnalato “come Cantone i danni che hanno subito i Comuni e quanto dovrebbero investire”. Dopodiché la Catena “probabilmente sceglierà 1-2 progetti e deciderà” di finanziarli.
Per molti, intanto, la solidarietà ha già fatto la differenza. Molti dei beneficiari, sottolinea Sonognini, gli hanno scritto, esprimendo i loro sentimenti di gratitudine. C’è quindi davvero la percezione di “aver veramente contribuito in maniera concreta a sollevare un po’ le persone” che hanno subito danni, sottolinea il consulente della Catena della Solidarietà.











