Immagine d'archivio
Immagine d'archivio (©Keystone)

Oleodotto, forse pagato un riscatto

La società che gestisce l'infrastruttura, vittima di un cyber attacco, avrebbe sborsato quasi 5 milioni di dollari per tornare operativa

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La società che gestisce la Colonial pipeline, il più grande oleodotto Usa, ha pagato un riscatto di quasi 5 milioni di dollari agli hacker – si suppone di origine russa - autori del cyber attacco che ha costretto la compagnia a chiudere l'infrastruttura.

 

Lo riporta Bloomberg sul suo sito. La notizia contrasta con quelle dei giorni scorsi secondo cui la società non aveva alcuna intenzione di pagare per ripristinare l'operatività della pipeline.

La compagnia, sempre secondo l'agenzia Bloomberg, ha pagato il riscatto in criptovaluta (quindi non rintracciabile) nelle ore successive all'attacco, una circostanza che evidenza l'immensa pressione subita dall'operatore per garantire il flusso di carburante.

Riparte la Colonial Pipeline

Riparte la Colonial Pipeline

TG di giovedì 13.05.2021

 
ATS/Red.MM
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