Il tempo s'è fermato a L'Aquila

La ricostruzione difficile di una città che ha perso parte della propria identità e del suo passato e stenta a credere ancora nel futuro

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L'Aquila, 6 aprile 2009. Sono passati dieci anni dalle 3.32 e da quella scossa di terremoto che  fermò il tempo a L’Aquila, cambiando per sempre la città e i suoi abitanti. Oggi il centro storico appare come un grande cantiere, ma la ricostruzione che avanza è privata. Quella pubblica stenta a decollare. Fra mille difficoltà gli abitanti cercano di riprendersi la vita, divisi quasi a metà fra i luoghi che fanno parte dei ricordi e quelli “altri”, temporanei senza scadenza.

Abbiamo incontrato alcuni abitanti de L'Aquila: un’insegnante, che ricorda la vivacità delle strade della movida di un tempo e la solitudine di oggi nei “non luoghi” di periferia; un commerciante che si fa portavoce dei problemi di chi ha deciso di riaprire un’attività in centro; una tatuatrice che ha dato seguito alla richiesta di molti clienti di rappresentare L’Aquila sulla loro pelle e uno studente di Conservatorio arrivato dalla Turchia, perché questa città è capace di scaldargli il cuore nonostante, o forse proprio per, le sue cicatrici.

Ilaria Romano

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