Il granuto plastico ottenuto al termine del processo di separazione e riciclaggio (Sammelsack)

Sempre più plastica da riciclare

Lo scorso anno nella Svizzera italiana ne sono state raccolte 250 tonnellate ed ora il “Sammelsack” accoglie anche il Tetra Pak

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La raccolta separata delle plastiche domestiche sta sempre più prendendo piede nella Svizzera italiana. La possibilità di metterla in sacchi trasparenti, introdotta in forma sperimentale all’inizio del 2019 a Bellinzona, si è diffusa e nel corso del 2020 ha permesso di avviare al riciclaggio all’incirca 250 tonnellate di materiali. La cifra è stata svelata alla RSI da Manuel Bonzanigo, responsabile della ditta di Bironico promotrice della diffusione al Sud delle Alpi del cosiddetto Sammelsack, da utilizzare al fianco di quelli ufficiali per la raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Aumentano comuni e cittadini coinvolti

 

La raccolta separata della plastica oggi è possibile in una ventina di comuni che contano all’incirca 200'000 abitanti: dal Ticino alla Mesolcina, passando per la Valposchiavo (dove intanto si sta diffondendo anche il progetto Plastic free elaborato dallo studente universitario Daniele Isepponi per ridurre l’utilizzo della plastica all’origine). Altre località si aggiungeranno nei prossimi mesi e non è escluso che tra queste figuri anche Bregaglia.

Il Tetra Pak nel sacco della plastica

Il quantitativo di materiale che non finirà più nel sacco per i rifiuti solidi urbani è quindi destinato ad aumentare. Un po’ per il desiderio dei cittadini di riciclare maggiormente per ragioni ambientali ed economiche. Un po’ per il diffondersi di una diversa volontà politica in materia. E un po’ anche per l’inserimento di altre tipologie di materiali nell’elenco di quelli che possono essere avviati al riciclaggio. Un settore, quest’ultimo, dove una grossa novità è appena stata introdotta, come spiegato da Manuel Bonzanigo alle Voci del Grigioni italiano. Il Sammelsack ora è infatti deputato ad accogliere anche gli imballaggi in Tetra Pak (i cartoni delle bevande) che, come quelli in plastica, vanno messi nel sacco una volta risciacquati. Dopo la separazione, in Svizzera, finiranno in Germania dove c’è un impianto in grado di recuperarne le materie prime: cartone (75%), polietilene (21%) e alluminio (4%).

Tutti i materiali tornano in Svizzera

 

I materiali plastici, dopo la separazione in un impianto della Svizzera interna, continueranno invece a finire nell’impianto austriaco di Lustenau per la selezione e la suddivisione tra parti riciclabili e non che, altra novità, dal primo gennaio, fanno tutte ritorno in Svizzera. Le plastiche riciclabili (polietilene e polipropilene) vengono trattate a Eschlikon, nel canton Turgovia, per essere reimmesse nel ciclo produttivo elvetico. Il resto viene invece consegnato ai cementifici che lo sfruttano, quale alternativa ai combustibili fossili, per produrre il calore necessario per la cottura del il clinker. Calore che poi viene usato anche per generare elettricità o per scaldare gli edifici.

Diem/VGI
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