Svizzera

Trasporto combinato: da sostenere anche dopo il 2030

Dopo una mozione già accolta dagli Stati, un’altra in questo senso è stata approvata oggi anche dal Nazionale: dell’attuazione dovrà ora occuparsi il Governo

  • Ieri, 17:32
  • Ieri, 17:56
Immagine d'archivio

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Di: ATS/ARi 

Va invertita l’attuale tendenza al ritrasferimento del traffico merci sulla strada. Ne è convinto il Nazionale, che ha accolto oggi, lunedì, con 123 voti contro 61 e un’astensione, una mozione che chiede di continuare a sostenere finanziariamente anche dopo il 2030 il trasporto combinato.

La scorsa settimana una mozione identica era stata approvata dagli Stati. Essendo ambedue gli atti approvati, sono ora inoltrati al Governo con l’incarico di attuarli.

La mozione approvata oggi è la risposta del Parlamento al rapporto, pubblicato a gennaio, sul trasferimento del traffico: in esso si sottolinea che non è ancora una volta stato raggiunto l’obiettivo di limitare a 650’000 i transiti transalpini su strada: due anni fa, infatti, i transiti sono stati 960’000.

Bruno Storni (PS/TI), in qualità di relatore della commissione, ha ricordato le cifre pubblicate venerdì dall’Esecutivo, le quali indicano come nel 2025 la quota di mercato della ferrovia sia scesa al 68%. Per il consigliere nazionale ticinese “lo sviluppo del traffico di transito alpino nel 2025 è da considerare drammatico”.

A pesare sul trasferimento sono i ritardi nella costruzione delle linee di accesso: quella tra Karlsruhe (D) e Basilea ha 20 anni di ritardo, ha sottolineato Storni, secondo cui dovrebbero anche esser meglio pianificati i cantieri lungo il corridoio nord-sud. Andrebbero poi previsti tracciati alternativi, come ad esempio lungo la sponda francese del Reno.

La mozione in discussione consentità invece di prevenire un ritorno delle merci sulla strada, conferendo sicurezza agli investimenti per il trasferimento del traffico, ha sostenuto Florence Brenzikofer (Verdi/BL). Martin Candinas (Centro/GR) ha quindi affermato che “il traffico combinato può funzionare a lungo termine solo se” le aziende investono nei mezzi di trasporto necessari, negli impianti di trasbordo e in soluzioni logistiche moderne”. Andri Silberschmidt (PLR/ZH) ha salutato la mozione, che permetterà di evitare un massiccio ritorno dei transiti sulla strada, aggiungendo però che “la Svizzera ha fatto i propri compiti, mentre i nostri vicini non hanno mantenuto le loro promesse”.

I democentristi hanno invano chiesto di respingere la mozione, sostenendo che è errato decidere già ora di mantenere i sussidi, dato che la situazione è destinata a migliorare entro il 2030. Benjamin Giezendanner (UDC/AG) ha attribuito il recente calo del traffico merci su rotaia alla debolezza economica nelle regioni industriali del Nord Italia, della Germania, del Belgio e dei Paesi Bassi, che riduce i volumi di trasporto e induce i trasportatori a utilizzare maggiormente i camion.

Per parte sua Albert Rösti ha ricordato la cessazione anticipata a fine 2025 dell’autostrada viaggiante. Ciò non comporta solo il rischio che i volumi trasportati su rotaia tornino sulla strada, ma anche che altre imprese si trovino in difficoltà economiche, ha argomentato il responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), dicendosi favorevole all’atto parlamentare.

SEIDISERA del 16.03.2026

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