Salute

Il sale e gli svizzeri: cosa dobbiamo sapere

Perché quello svizzero è iodato? Il sale rosa vale il prezzo? Meglio una dieta equilibrata o perdere peso contro l’ipertensione? L’esperta risponde alle domande più frequenti

  • Oggi, 11:30
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  • Maria Petersson - Unsplash
Di: Lara Quarleri, dietista Bsc ASDD

Il sale è da sempre protagonista nelle nostre cucine: esalta i sapori, conserva gli alimenti e fa parte della nostra tradizione culinaria. Ma quanto ne consumiamo davvero? E soprattutto: ne usiamo troppo? E quali sono le conseguenze?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di non superare i 5 grammi di sale al giorno, equivalenti a circa 2 grammi di sodio.

Il paese con il consumo medio di sale più basso al mondo è Finlandia (5-6 g/die), quello con il consumo maggiore è la Corea del Sud (12-15 g/die). La media svizzera è 7.4 grammi giornalieri, con le donne oltre i 60 anni che registrano il minor consumo (6.7 g/die).

Le conseguenze per la salute secondo la ricerca scientifica

· Aumento della pressione arteriosa. Studi su larga scala (PURE, INTERSALT) dimostrano una correlazione tra alto consumo di sale e aumento del rischio di infarto, ictus cerebrale, insufficienza cardiaca;

· Aumento dell’eliminazione di calcio nelle urine favorendo la perdita di densità ossea e quindi aumento di rischio di osteoporosi;

· Aumento del carico di lavoro per i reni con più rischio di calcoli renali;

· Aumento del rischio di tumore allo stomaco;

· Ritenzione idrica e gonfiore soprattutto in determinate condizioni.

Perché è così frequente e facile superare la dose giornaliera consigliata di sale?

Il problema principale non riguarda solo l’aggiunta di sale alle pietanze durante la preparazione casalinga, ma tutte le fonti di sale nascosto di cui spesso ignoriamo l’esistenza. Alla base bisogna chiarire che tutti i piatti pronti e i pasti dei fast food contengono già da soli una quantità di sale che spesso corrisponde alla metà o più di quanto raccomandato.

Esempi concreti:
  • Facendo un confronto tra le pizze surgelate dei supermercati svizzeri emerge che il loro apporto medio di è di 5.1 g.

  • Se facciamo un aperitivo con una birra, due/tre pezzetti di focaccia e prosciutto e una ciotolina di patatine copriamo oltre 1/3 del limite giornaliero.

  • I salumi e i formaggi sono i maggiori portatori di sale (100 grammi di prosciutto crudo ci forniscono 5.0-6.5 g di sale).

  • Il vero re per l’apporto di sale nella nostra giornata è il pane, anche se non ha un gusto particolarmente salato. Viene consumato quotidianamente e in grandi quantità. Considerando che una persona può facilmente mangiare 200–250 g di pane al giorno, solo questo alimento può apportare 3–5 grammi di sale quotidiani.

  • Altri alimenti particolarmente salati sono: salsa di soia (14 g/100 g), dado per brodo (10 g/100g), formaggi stagionati (fino a 2.5 g/100g).

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  • Carlotta Moccetti

Perché il sale viene iodato?

Oltre l’80% del sale da cucina venduto in Svizzera è iodato. Il nostro paese ha avuto un problema di carenza di iodio a causa della geografia montuosa e del suolo povero di questo minerale. La carenza di iodio porta a disturbi alla tiroide (gozzo, aumento delle dimensioni della ghiandola) e disturbi nella crescita e sviluppo dei più piccoli.

Nel 1922 il chirurgo Hans Eggenberger di Herisau (Appenzello Esterno) ha raccolto firme per rendere possibile la commercializzazione di sale iodato. Era convinto che l’aggiunta di iodio al sale avrebbe risolto molti problemi. Infatti, il sale costa poco e viene consumato tutto l’anno e da tutta la popolazione in quantità costanti. Inoltre, il procedimento per arricchire il sale con iodio è semplice ed economico. Il successo della iodazione del sale non si è fatto attendere ed era visibile già dopo alcuni anni. La Svizzera ha cosi introdotto l’uso del sale iodato negli anni ‘50 come misura di sanità pubblica, rendendo il sale iodato una norma per la maggior parte degli alimenti.

Sale classico da cucina o sale “particolare”?

Esistono tantissimi tipi di sale: il sale da cucina iodato o no, il più comune, il sale marino (come il Fleur de sel e il sale di Trapani), il sale Rosa dell’Himalaya, il sale Kosher che spesso non è iodato, il sale affumicato, il sale nero e tanti altri. Ma qual è il migliore?

La verità è che il sale andrebbe sempre usato in piccole quantità e andrebbe scelto quello iodato. Spesso il “sale particolare” costa molto e non è addizionato in iodio. Inoltre, il contenuto in micronutrienti preziosi tanto decantato è totalmente irrilevante per le quantità di uso raccomandate.

Il prezzo medio al chilogrammo del sale rosa dell’Himalaya in Svizzera è di circa 16.- CHF, ma può variare da 5.- a oltre 20.- al chilogrammo, a seconda di marca, formato e rivenditore. Di contro, in Svizzera il prezzo medio al chilogrammo del sale iodato classico da cucina è di circa 1.50.- CHF. Il sale rosa ha solo lievi differenze nel contenuto di sodio e contiene tracce di altri minerali, ma non è una fonte significativa che ne giustifica prezzo e utilizzo.

Esiste anche il sale dietetico iposodico il cui utilizzo è talvolta consigliato nel trattamento della pressione alta e in esso troviamo infatti una quota più o meno importante di cloruro di potassio, che si sostituisce al cloruro di sodio contenuto nel tradizionale sale da cucina. Questo sale particolare non deve essere usato da chi ha problemi ai reni.

È meglio una dieta povera in sodio oppure perdere peso in caso di ipertensione arteriosa?

Entrambi. Lo Studio DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) ha mostrato che una dieta povera di sodio combinata con una dieta ricca di frutta, verdura e latticini a basso contenuto di grassi riduce la pressione arteriosa in modo significativo, sia nei soggetti con ipertensione che in quelli con pressione normale. Nonostante i benefici generali, non tutti gli individui rispondono in modo uguale alla riduzione del sodio.

Studi scientifici hanno dimostrato che una riduzione del 10% del peso corporeo può portare a una diminuzione significativa della pressione arteriosa. In genere, si può osservare una riduzione della pressione di circa 5–10 mmHg, anche in assenza di altre modifiche nello stile di vita.

Riassumendo, spesso non è necessario una drastica riduzione dell’assunzione di sale ma riportarne l’assunzione ai 5 grammi al giorno consigliati e, se si è sovrappeso, rientrare nel range del normopeso.

Passare ad una dieta vegetariana consente di ridurre il consumo di sale?

Non sempre. Solo se si adotta una dieta vegetariana che predilige cibi freschi e poco trasformati, è possibile ridurre l’assunzione di sale. Ma se si consumano molti cibi confezionati o altamente processati, l’assunzione di sale può rimanere elevata. Inoltre, se il consumo di carne viene sostituito con il formaggio, l’apporto di sale aumenta.

Pertanto, non è necessario cambiare regime alimentare o usare tipi di sale costosi. Per ottenere importanti risultati in termini di salute è sufficiente virare verso una dieta più sana e sostenibile. 

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TopSuisse alle Saline Svizzere a Bex

RSI Rete Uno 09.11.2024, 15:00

  • Marco Bitonti
Fonti:

- La popolazione svizzera consuma troppo sale, 30 maggio 2024
- Rassegna sulla nutrizione in Svizzera 2021 - Sale nel pane: non sarebbe meglio un pizzico in meno?
- Iodine intake in the Swiss population 100 years after the introduction of iodised salt: a cross-sectional national study in children and pregnant women. Lena Fischer 1 2, Maria Andersson 3, Christian Braegger 3, Isabelle Herter-Aeberli 4; Swiss Iodine Study Collaborators Eur J Nutr. 2024 Mar;63(2):573-587. doi: 10.1007/s00394-023-03287-6. Epub 2023 Dec 23.
- Effects on Blood Pressure of Reduced Dietary Sodium and the Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH) Diet. Authors: Frank M. Sacks, M.D., Laura P. Svetkey, M.D., William M. Vollmer, Ph.D., Lawrence J. Appel, M.D., George A. Bray, M.D., David Harsha, Ph.D., Eva Obarzanek, Ph.D., Published January 4, 2001N Engl J Med 2001;344:3-10
Impact of different dietary sodium reduction strategies on blood pressure: a systematic review. Hypertens Res 2022 Nov;45(11):1701-1712.doi: 10.1038/s41440-022-00990-5. Epub 2022 Aug 19. Jiong Soon Lai 1, Yin Nwe Aung 1, Yusoff Khalid 1, Shiau-Chuen Cheah 2
-  Making Sense of Individual Responses to Sodium Reduction. Published in final edited form as: JAMA. 2023 Dec 19;330(23):2251–2252. doi: 10.1001/jama.2023.23650. Jordana B Cohen 1,2, Stephen P Juraschek 3,4

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