La sardina è diventata la protagonista delle tavole estive. Economica, gustosa e ricca di proprietà benefiche, è così gettonata che in Francia potrebbe scarseggiare già quest’estate. Il fenomeno non risparmia la Svizzera, dove i grandi distributori fanno i conti con un’impennata della domanda.
Sui social media impazzano i post che ne esaltano i benefici per pelle, cuore e muscoli. In più, a differenza di pesci di taglia maggiore come il salmone, la sardina contiene meno metalli pesanti. Un mix vincente che l’ha trasformata in un vero prodotto di culto.
https://rsi.cue.rsi.ch/food/extra/salute/Che-pesci-pigliare-I-consigli-della-nutrizionista--1813985.html
Un tassello fondamentale dell’ecosistema marino
Eppure, dietro questo successo si nasconde un rischio concreto. La pesca eccessiva potrebbe danneggiare gli ecosistemi marini in modo significativo. A lanciare l’allarme è Lucie Aulus-Giacosa, biologa specializzata nella migrazione degli organismi, che collabora con la Società svizzera di studio e protezione dei cetacei.
«La sardina non è un pesce qualunque. Nel linguaggio scientifico la chiamiamo pesce foraggio: fa da anello di congiunzione tra il plancton e i grandi predatori marini che se ne nutrono. Sottrarne troppe agli oceani avrà inevitabilmente ripercussioni sull’intera catena, dai mammiferi marini a tutti gli altri animali che ne dipendono».
Niente allarmismi, ma la regolazione è necessaria
La biologa non vuole fare catastrofismo. Le popolazioni di sardine sono ancora numerose: Atlantico, Mediterraneo, acque indiane e Pacifico ne ospitano ancora grandi quantità. Tuttavia, senza una regolazione della pesca, il rischio di squilibrare la catena alimentare marina diventa reale.
La sardina non è ancora in pericolo, ma la pressione cresce, soprattutto nel Mediterraneo. Non a caso il WWF invita a preferire quelle pescate nell’Atlantico e, più in generale, a mettere il pesce in tavola con moderazione.
In Svizzera le vendite volano: +30%
Oltralpe la situazione è già tesa: la forte domanda fa temere una vera penuria estiva. In Svizzera le scorte reggono, ma Migros ha registrato un balzo delle vendite fino al 30%.
«Il nostro prodotto più richiesto è la sardina all’olio d’oliva pescata nell’Atlantico, con vendite in decisa crescita» conferma la portavoce Estelle Hein, che però rassicura su due fronti: i prezzi restano invariati e gli scaffali sono ancora ben riforniti.
Che pesci pigliamo?
Falò 14.12.2023, 21:20
Pesce ricco di omega-3: non solo mare, anche lago
Anche alcune specie d’acqua dolce diffuse nei laghi svizzeri possono contribuire all’apporto di omega-3. Tra le più interessanti troviamo:
- trota
- salmerino alpino
- coregone (o lavarello)
Questi pesci hanno un contenuto lipidico inferiore rispetto al pesce azzurro oceanico, ma rappresentano comunque una fonte locale di omega-3 di buona qualità.
Le linee guida nutrizionali europee suggeriscono in generale 1-2 porzioni di pesce alla settimana, privilegiando quello più ricco di grassi buoni.
https://rsi.cue.rsi.ch/food/extra/Omega-3-a-km-zero-la-guida-alle-fonti-locali--3734968.html

