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Divagando al tie-break

Curiosità e riflessioni dalla sala stampa del torneo di Wimbledon: un blog curato da Lorenzo Amuso (12)

  • 08.07.2016, 08:23
  • 4 maggio, 15:32
Un'immagine del Centrale

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  • Reuters

*Dal collaboratore RSI a Londra

La tribuna stampa del Centrale accoglie i primi giornalisti, debitamente accreditati, solo dai quarti di finale. Prima è esclusivo appannaggio di una pletora di imbucati, amici di amici, amanti più o meno attempate. L’attenzione prestata al gioco rivela testata, ruolo, stile narrativo del giornalista. Per dire. Gli editorialisti sono distratti e rilassati, in cerca dell’ispirazione che spesso coincide col décolleté più vicino. Perennemente concentrati, gli inviati delle testate specialistiche accumulano notizie, smash, dichiarazioni, come rigattieri dell’informazione. I blogger sono invariabilmente arruffati e sovreccitati, internauti dell’eretismo digitale.

Chi lavora per i quotidiani rientra in due categorie. Di grande voga, soprattutto negli States, gli statistici, i talebani dei numeri. Dalla memoria elefantiaca, snocciolano record e precedenti senza soluzione di continuità. Non guardano mai il campo, hanno lo sguardo fisso sul pc, o su almanacchi vergati personalmente, alla ricerca dell’ultimo computo. I meno integralisti concedono alla fredda prosa qualche virtuosismo lessicale, pescato a caso dal vocabolario. Sono i primi ad arrivare in sala stampa la mattina, per trascrivere compulsivamente risultati di qualsiasi match.

Ultimi, ma non ultimi, gli equilibristi, danzano sull’orlo della notizia, tra cronaca e fantasia. Una sparuta minoranza. Possono omettere persino il risultato, ma sanno sempre spiegare il perché di una vittoria. Ignorano fieramente il programma di giornata, e sfrontati, abbandonano la sala stampa proprio nel momento clou del tie-break. Ridendo di chi resta aggrappato all’evidenza, come ciambella di salvataggio. Loro nuotato in un’oceano di immaginazione. Spensierati e scanzonati, meritano il soprannome di Dottor Divago.

*Lorenzo Amuso

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