Sotto una foresta di querce da sughero nel sud della Spagna si è celato per secoli un tesoro ritenuto ormai scomparso: Madinat Al-Zahira, capitale di quella che nel X secolo era l’odierna Andalusia. Storici e archeologi l’hanno cercata a lungo e, finora, senza successo. La scoperta si deve ora ad Antonio Monterroso Checa, ricercatore dell’Università di Cordoba. “All’epoca era la città più grande d’Europa”, ha affermato ai microfoni della televisione romanda RTS, “sappiamo che la sua fine fu molto violenta dopo che gli abitanti di Cordoba si ribellarono e la distrussero. Da allora se ne persero le tracce”.
Un raggio che fa luce sul passato
Grazie alle mappe generate da un laser di nuova generazione, Madinat Al-Zahira sta riapparendo. “Si possono vedere le irregolarità del terreno e qui si notano le rovine del castello”, indica Monterroso Checa sul monitor del suo laboratorio. “Il raggio laser colpisce il terreno intatto e può rilevare le micro-deformazioni del suolo che corrispondono al sito archeologico”. Affinando i risultati del laser, Antonio Monterroso e Myriam Gonzalez hanno scoperto una città di 120 ettari. “È molto più grande di una città romana: come si può notare, gli edifici sono costruiti sull’asse nord-sud. Ma alcuni sono rivolti verso La Mecca”.
La ricerca dell’archeologo si basa anche su documenti trovati negli archivi. Questa mappa mostra che il terreno è diventato una foresta a partire dal XV secolo. “Questo significa che le rovine risalgono a un’epoca precedente. E solo una città della Spagna islamica può corrispondere alle rilevazioni del laser”.
La documentazione sistematica del sito è il prerequisito indispensabile per qualsiasi futura campagna di scavo. Nel frattempo, si può immaginare come appariva Madinat Al-Zahira visitando i resti di altri siti archeologici risalenti alla dominazione musulmana del sud della Spagna.










