Stati Uniti e Russia starebbero lavorando in segreto ad un piano in 28 punti per mettere fine alla guerra in Ucraina. Lo rivelano alcuni media statunitensi, citando fonti anonime interne all’amministrazione Trump. Il testo sottoposto a Volodymyr Zelensky prevederebbe - ma non ci sono conferme ufficiali - cessioni territoriali (Crimea e l’intero Donbass in particolare) e un dimezzamento dell’esercito ucraino.
Ma che cosa si sa di questo piano, tra l’altro elaborato senza il coinvolgimento di Kiev e degli europei? Il Radiogiornale lo ha chiesto al corrispondente RSI a Washington Andrea Vosti.
Dopo il nulla di fatto dell’incontro ad Anchorage ed il rinvio del vertice di Budapest tra Trump e Putin, la guerra in Ucraina sembrava passata in secondo piano per la Casa Bianca. Adesso invece se ne torna a parlare. Perché?
“Dopo il fallimento del vertice con Putin in Alaska e dopo avere più volte sbandierato un accordo imminente che poi inesorabilmente non si materializzava, Trump ha forse capito che gli fa più gioco tenere un profilo più basso. C’è stato un cambio nella forma, quindi più che nella sostanza. Poi è arrivato l’accordo in Medio Oriente, con l’approvazione, lunedì scorso, del piano di Trump per Gaza da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Ecco che allora l’amministrazione coglie la palla al balzo e cerca di raddoppiare applicando lo stesso modello all’Ucraina. Ma con gli ucraini a fare la parte dei palestinesi, verrebbe quasi da dire, viste le enormi, concessioni che Kiev sarebbe chiamata a fare”.
Un piano “con gli ucraini a fare la parte dei palestinesi, verrebbe quasi da dire, viste le enormi concessioni che Kiev sarebbe chiamata a fare”
Andrea Vosti, corrispondente RSI a Washington

Steve Witkoff
Quale il ruolo di Steve Witkoff?
“L’amico miliardario inviato speciale di Trump per l’Ucraina, dopo il flop di Anchorage, sembrava avere ceduto il testimone al segretario di Stato Marco Rubio, decisamente meno ossequioso verso Putin. Il fatto che Witkoff abbia ripreso il comando delle trattative con il Cremlino lascerebbe intendere che Trump sia ormai orientato a un accordo che favorisca il Paese aggressore rispetto al Paese aggredito”.
Russia: “Nessuna proposta ufficiale USA”
Mosca non ha ricevuto alcuna informazione dagli USA attraverso i canali ufficiali sul piano di pace in Ucraina di cui hanno scritto diversi media internazionali. Lo ha detto la portavoce del ministero degli esteri, Maria Zakharova, al media russo RBC. La portavoce ha detto che “se la parte americana avesse una qualsiasi proposta, l’avrebbero comunicata attraverso i canali in uso tra i ministeri degli esteri dei due Paesi”, ma il ministero degli esteri di Mosca “non ha ricevuto niente di simile dal Dipartimento di Stato”.
Kallas: “Per funzionare deve coinvolgere Europa e Kiev”
“Noi sosteniamo una pace che sia giusta e duratura ma a ogni piano, per funzionare, serve che l’Europa e l’Ucraina siano a bordo”. Lo ha detto l’alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas arrivando al consiglio affari esteri, precisando di “non essere a conoscenza” di un coinvolgimento degli europei alla costruzione del piano di pace degli USA. “C’è un aggressore e una vittima: non sentiamo concessioni da parte della Russia, come ad esempio una tregua incondizionata, dato che lo bombe cadono ancora sui civili”, ha aggiunto.




