Una piccola barra in una pagina bianca, qualche parola chiave e via, si prende il largo nella navigazione sul vastissimo oceano di internet. Google ha segnato la nostra esperienza virtuale degli ultimi 25 anni. Le cose, però, stanno per cambiare. L’azienda californiana ha infatti appena annunciato quello che, secondo molti, sarà il maggior cambiamento mai introdotto nella storia del motore di ricerca.

Ecco come apparirà il box di ricerca di Google da un momento della presentazione
L’intelligenza artificiale (IA) farà da padrone nel sito e la barra di ricerca diventerà un grande campo con cui interagire. Il sistema riassumerà i risultati della ricerca per noi, mentre il classico elenco di siti verrà spinto più in basso. Non è una trasformazione del tutto improvvisa, perché già oggi Google mostra i riassunti generati dall’IA chiamati AI Overviews (panoramiche IA), anche se non lo fa sempre. Le novità annunciate sono, nel concreto, un potenziamento di queste funzioni, destinate a diventare sempre più centrali nel modo in cui compiamo ricerche.

Raffaele Gaito: “L’intelligenza artificiale non sostituisce, affianca”
RSI Info 22.05.2026, 16:20
La novità è stata annunciata alla conferenza Google I/O il 19 maggio e verrà resa disponibile nelle prossime settimane in modo graduale. Nel concreto, le nuove funzioni riguarderanno la possibilità di integrare foto e video nella propria ricerca, oltre alla capacità del sistema di interpretare domande dirette e articolate. Ad esempio, invece di digitare “pianta foglie gialle”, si potrà chiedere: “La mia pianta ha le foglie gialle e il terreno è sempre umido: la sto annaffiando troppo? Come posso salvarla?”, similmente a come facciamo già oggi con molte IA. Il balzo tecnologico sarà supportato da Gemini 3.5, più potente e meno avido di risorse energetiche rispetto al modello precedente, secondo quanto dichiarato dall’azienda.
Tra le novità più attese c’è la possibilità di utilizzare agenti IA, ovvero sistemi capaci di eseguire autonomamente compiti complessi e prolungati nel tempo. Ad esempio, un agente potrà tenere d’occhio gli appartamenti in affitto e avvisarci quando c’è un annuncio allineato con le nostre esigenze.
Questa mossa permetterà al marchio Google di rispondere all’assalto di ChatGPT, Claude di Anthropic e delle altre IA generative. Di fatto, è un ulteriore passo verso il marcato cambiamento del modello di navigazione che conosciamo. Se l’arrivo delle IA non ha infatti ancora svuotato Google, dove gli utenti continuano a compiere le proprie ricerche, ha però cambiato il modo in cui fruiamo dei risultati. Sempre più spesso la risposta viene consumata direttamente nella pagina dei risultati senza generare un clic verso le pagine web di chi ha creato i contenuti, come mostrato da un’indagine pubblicata nel luglio 2025 dal Pew Research Center.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/scienza-e-tecnologia/Google-zero-ecco-come-navigheremo-nell%E2%80%99internet-del-futuro--3080807.html
Le pubblicità con l’IA
Per i siti che vivono del traffico degli utenti, come quotidiani, guide o riviste, questo può essere un segnale d’allarme. Per chi invece è interessato a proporre i propri prodotti, che siano alberghi, automobili o apparecchi elettronici, significa ripensare il modo di farsi notare online. Tradizionalmente, il marketing sul web si è essenzialmente basato su due grandi pilastri. Il primo modo di farsi pubblicità online sono naturalmente le inserzioni a pagamento. Queste costituiscono oltre il 70% del fatturato di Alphabet, la società che controlla Google, e stanno lentamente entrando anche nelle esperienze basate sull’IA. OpenAI ha iniziato a testarle negli Stati Uniti nelle versioni gratuite e Go di ChatGPT. Google, dal canto suo, sta sperimentando e introducendo formati pubblicitari anche nelle nuove esperienze di ricerca basate sull’IA. Proprio come i contenuti sponsorizzati a cui siamo già abituati, queste inserzioni sono chiaramente etichettate come comunicazione commerciale, secondo quanto prevede la normativa europea e svizzera che impone trasparenza.
L’altro cardine del web marketing è un metodo più indiretto che può essere semplificato con “farsi notare dai motori di ricerca”, cioè, costruire le proprie pagine web in modo che compaiano tra i primi risultati quando qualcuno cerca parole-chiave vicine alla propria offerta. Oggi, questo si è evoluto in un problema del tutto nuovo: farsi notare dalle IA, che poi parleranno dei propri prodotti, servizi o marchi ai potenziali clienti. Dopotutto, quando chiediamo a Google, ChatGPT o ad altre IA quale sia la migliore batteria per la nostra macchina, un buon ristorante economico in una certa città o quali scarpe siano più adatte per un trekking in montagna, la piattaforma deve pur prendere le informazioni da qualche parte. Questa è la nuova frontiera del marketing e, nonostante si stiano moltiplicando le agenzie specializzate, i servizi dedicati e le pagine blog ricche di consigli per i professionisti, nessuno sa veramente che cosa piaccia alla IA.









