La terza giornata del processo a carico di Hector Bravo Moron e di Paolo Guarnieri per i fatti del Nyx si è aperta stamane con l'arringa dell'avvocato Elio Brunetti, legale di Bravo, che ha chiesto la scarcerazione del suo assistito.
"Compito della Corte sarà quella di formulare una giusta pena, che permetterà a Bravo, lo dico da subito, di uscire dal carcere a fine processo", ha premesso Brunetti. Nella gestione dei locali "Bravo è stato definito un pasticcione e un casinista. È vero. Ma bisogna anche vere da chi è stato supportato" e in che modo queste persone hanno "contribuito", ha aggiunto. "Tito inoltre non si è arricchito. La sua situazione finanziaria è drammatica. Lo attestano i debiti e la moglie in assistenza. I figli inoltre studiano, è dunque importante che possa uscire al più presto dal carcere", ha proseguito.
Fatti di violenti, "nessuna prova"
Brunetti ha poi parlato dei fatti avvenuti tra il 22 ed il 23 di ottobre del 2011 al Nyx e ha chiesto il "proscioglimento integrale" di Bravo dalle accuse di correità in sequestro di persona, correità in lesioni intenzionali semplici e correità in missione di soccorso. "Oltre al certificato medico non vi è nessuna prova che confermi queste accuse". Bravo e' "una persona pacifica".
"Nessun favoreggiamento"
"Il sistema di video-sorveglianza non funzionava". L'imputato, secondo Brunetti, non ha dunque mai avuto l'intenzione di non consegnare i filmati alla polizia. L'avvocato difensore chiede anche in questo caso il proscioglimento.
Ammissioni sull'amministrazione infedele
Sulle imputazioni in ambito amministrativo, relative ai locali aperti dall'imputato prima del Nyx, "i fatti sono parzialmente te ammessi", ha ricordato Brunetti, "ma Bravo non ha conoscenze contabili", ha aggiunto. "Non ha mai realmente voluto danneggiare il patrimonio delle sue società. Per me non è dunque amministrazione infedele con dolo diretto, ma con dolo eventuale". La falsità in documenti e' in parte ammessa, così come la bancarotta.
Il Nyx "si poteva salvare"
"La contabilità non era chiusa", ha ricordato Brunetti. E i prelevamenti di Bravo sono serviti "solo per effettuare dei pagamenti nell'interesse della società". Dunque per l'accusa di ripetuta amministrazione infedele aggravata "chiedo il proscioglimento". Stessa richiesta, a causa della mancanza di intenzionalità, anche per l'accusa di bancarotta del Nyx, che secondo Brunetti, se il pg John Noseda non si fosse opposto, si poteva salvare.
"Nessun" inganno all'imprenditore ginevrino
"E' accertato che l'imprenditore ginevrino sa che Bravo e Guarnieri non hanno i soldi per fare i lavori che permetteranno di aprire la discoteca", ha ricordato Brunetti. L'imprenditore ginevrino vede i locali, che sono vuoti e in pessimo stato. Ed accetta la proposta di acquistare il 35% delle azioni della Nyx SA per 1 milione di franchi. L'imprenditore "è un esperto di investimenti finanziari", dice Brunetti che "ammette di essere stato un po' superficiale" perché "era innamorato del locale". Però "non è stato ingannato" e "non ha subito alcun danno". Brunetti chiede dunque il "proscioglimento" anche per i reati di ripetuta truffa e ripetuta falsità in documenti ai danni dell'imprenditore.
Brunetti: "Due anni con la condizionale"
"E' chiaro che per il mio assistito uno degli aspetti centrali oggi è quello della commisurazione della pena", prosegue Brunetti. "Il lucro personale può essere relativizzato": si ritrova in una "situazione finanziaria disastrosa" e con un futuro che sarà pieno di "difficoltà". La difesa di Bravo chiede dunque che la pena possa essere ridotta in un periodo di detenzione, con la condizionale, di due anni, per un periodo di prova di quattro anni. Questo anche in ragione dei quasi sette mesi di carcere preventivo già espiati.
Noseda: "Le pene richieste sono adeguate"
Il procuratore generale John Noseda, nella replica alle due arringhe difensive, ha in breve ribadito quanto sostenuto nel suo decreto d'accusa. In particolare ha insistito sul fatto che la Nyx SA fosse a rischio di bancarotta visto che i due imputati vi avevano tolto "4 milioni di franchi" per metterseli "in tasca". "Penso dunque che le pene richieste siano adeguate", ha concluso.
Agli imputati l'ultima parola
"Non so cosa aggiungere", ha detto Guarnieri. Bravo ha invece letto degli appunti, poche righe, scritti su un foglietto. "Non è giusto aver fatto fallire una società come la Nyx", ha esordito. "Ho trascurato la gestione della società e questo mi ha creato tanti problemi. Ero preoccupato di più dal voler portare gente al Nyx che dal resto", ha ammesso. "Ma io voglio bene a Lugano e volevo darle qualcosa che c'è solo nelle grandi città".
Stasera la sentenza
La lettura della sentenza è prevista per stasera alle 17.30.
Joe Pieracci







