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Zucchero di canna e acqua e limone: perché crediamo alle bufale sul cibo?

Dario Bressanini spiega i meccanismi delle false credenze alimentari e come riconoscerle, dalla paura al marketing ingannevole

  • Oggi, 11:30
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Di: Niente panico Rete Tre/PR 

Perché le bufale alimentari sono così seducenti?

Quando si parla di cibo, le bufale hanno particolare una forza. L’alimentazione è un tema quotidiano che ci tocca da vicino e ci coinvolge anche emotivamente. Le soluzioni “miracolose” spesso, risultano più persuasive di una spiegazione scientifica, che appare meno immediata. È il tema affrontato nella puntata di Niente panico del 23 febbraio 2026 su Rete Tre, in compagnia di Dario Bressanini, chimico, docente universitario e divulgatore scientifico, noto anche per il suo lavoro di smontaggio delle false credenze legate cibo e scienza.

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Niente panico

Serotonina 23.02.2026, 09:00

  • Rosy Nervi

Una leva sulle paure

Per fare breccia nelle persone, spesso le bufale alimentari si appoggiano a bisogni emotivi molto forti. Come osserva Bressanini, «i meccanismi sono sempre gli stessi» e «vanno ad agire sulle nostre paure, le nostre ansie». 

Niente sensi di colpa: ci caschiamo tutti

In campo alimentare, tutti mangiano, tutti fanno la spesa, tutti si confrontano con consigli, ricette, diete, promesse di benessere. Ma non tutti hanno gli strumenti per valutare se un’affermazione è fondata. Non bisogna colpevolizzare chi crede a una falsa informazione. «Più o meno ci caschiamo tutti, non possiamo essere super esperti di qualsiasi cosa» precisa il chimico. Il problema principale risiede soprattutto in chi le diffonde o le rilancia senza controllare. 

Cercare punti di riferimento affidabili

Da questo conteso nasce la necessità di un atteggiamento critico e di punti di riferimento affidabili. «La cosa migliore da fare è […] sceglierci una fonte autorevole» e ignorare i contenuti costruiti in modo palesemente sensazionalistico. Le notizie che promettono la scoperta definitiva, la sostanza miracolosa, il rimedio semplice che “cura tutto”, sono spesso già sospette nella loro forma.

Non basta dire: questa cosa è una bufala. Bisogna costruire un contesto e aiutare chi ascolta a riconoscere i meccanismi con cui una falsa credenza viene confezionata

Dario Bressanini

Diffidare dai miracoli

Uno schema che si ritrova spesso anche nel mondo dell’alimentazione è quello di un singolo ingrediente presentato come salvifico, una dieta che promette risultati universali, un’abitudine quotidiana descritta come “miracolosa”. La promessa è rassicurante, ma proprio questa semplicità, dovrebbe far scattare un campanello d’allarme

Le bufale più ricorrenti

Tra le fake news più diffuse, il divulgatore cita quella sullo zucchero di canna: «Dal punto di vista nutrizionale è identico allo zucchero bianco.» Altra bufala ricorrente riguarda il beneficio di bere acqua e limone la mattina che non ha fondamenti scientifici.

Il trucco del “naturale” e del “senza zuccheri aggiunti”

Un’altra convinzione molto diffusa è che “naturale” equivalga sempre a sano o sicuro. Ma Bressanini spiega che non è sempre così, si tratta di una scorciatoia mentale sfruttata spesso nel marketing alimentare. Parole come “100% naturale”, “puro” o “senza chimica” creano fiducia, quando in realtà possono alimentare disinformazione.

Anche diciture come “senza zuccheri aggiunti” possono essere fuorvianti, perché pur non essendoci il classico saccarosio ci possono essere comunque fonti zuccherine come succo d’uva o di mela concentrato.

Anche nuovi strumenti come l’intelligenza artificiale non vanno presi come degli oracoli. Nessun mezzo, tradizionale o nuovo, sostituisce il controllo critico. 

Dario Bressanini

Leggere sempre le etichette

Per i prodotti confezionati, l’invito è quello di non fermarsi alle scritte in evidenza sul fronte della confezione, ma leggere gli ingredienti e la tabella nutrizionale, perché è lì che si capisce davvero la qualità del prodotto. 

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