Quando nei supermercati vediamo albicocche svizzere, molto probabilmente vengono dal Vallese. Qui si concentra, infatti, il 95% della coltivazione svizzera di questo frutto.

Il Vallese e la sua regina estiva: l’albicocca
RSI Food 23.07.2026, 09:04
Il clima di quest’anno, tuttavia, non è stato favorevole: il gelo di inizio stagione aveva obbligato i produttori ad annunciare una perdita significativa delle raccolte. Olivier Borgeat, segretario generale dell’Interprofession des Fruits et Légumes du Valais (IFELV), traccia un bilancio della stagione 2026 ancora in corso.
Troppo freddo a inizio primavera
Borgeat conferma la perdita stimata qualche mese fa del 30% sul raccolto totale di albicocche. «Le gelate di fine marzo e inizio aprile hanno causato danni significativi in diverse zone di produzione». Un momento critico, dato che le albicocche sono particolarmente sensibili al freddo proprio a inizio fioritura. «La perdita si è verificata in particolare sui pendii della riva sinistra della Valle del Rodano, con un’intensità variabile a seconda dell’altitudine, dell’esposizione dei frutteti e delle varietà coltivate».
Anche se le condizioni meteorologiche successive sono state favorevoli allo sviluppo e alla buona qualità dei frutti, il segretario generale afferma che non sono state sufficienti per compensare le perdite dovute alle gelate.
Ho deciso di smettere dopo 30 anni nel settore, di cui 12 come indipendente. Ma è stata una decisione necessaria, perché a un certo punto non dormivo più, riflettevo troppo, non riuscivo più a farcela mentalmente, quindi non avevo scelta.
Jean-Noël Devènes, arboricoltore vallesano, nel servizio del 27.5.2026 nella trasmissione RTS 19h30
Nonostante le perdite di produzione, la qualità delle albicocche raccolte è ottima, spiega Borgeat. «I frutti si presentano colorati, di buona pezzatura, profumati e dolci».
L’anno scorso, invece, l’annata era stata particolarmente favorevole, con la fioritura e la fruttificazione che non sono state disturbate da episodi di gelo di rilievo.
In seguito ad annate con raccolti compromessi e perdite tra il 40 e il 70%, dal 2025 il Vallese ha istituito un fondo speciale per i rischi meteorologici e fitosanitari. In caso di gelate o grandinate che compromettano il raccolto, il fondo interviene e il Cantone copre i danni.
Albicocche protette
Setteventi 19.03.2025, 07:20
Contenuto audio
Come si traduce questa perdita per i consumatori?
Un calo così significativo ha evidentemente delle conseguenze sulla disponibilità di albicocche per chi le acquista.
Per quanto riguarda il volume, Borgeat afferma che: «Una diminuzione del 30% corrisponde a diverse migliaia di chilogrammi di albicocche in meno rispetto a un anno di produzione normale. Il dato definitivo sarà noto una volta che l’intero raccolto sarà stato commercializzato e le statistiche saranno state consolidate».
Il calo della produzione interna viene quindi compensato da un aumento delle importazioni.
L’impatto sui prezzi è invece più variabile e dipende da più fattori, come l’offerta sul mercato europeo, i costi di produzione e la domanda. «Non è possibile stabilire un nesso diretto tra un calo del raccolto e un aumento proporzionale dei prezzi. I prezzi indicativi alla produzione per il 2026 non sono stati aumentati, nonostante il raccolto sia stato inferiore rispetto al 2025».
Cambiamento climatico: conseguenze e adattamenti
Quella che stiamo attraversando è un’estate intensa, caratterizzata da ondate di calore sopra la norma dovute al cambiamento climatico. L’agricoltura ne è evidentemente toccata: «Le forti ondate di caldo registrate dall’inizio dell’estate influenzano principalmente la velocità di maturazione, determinando un’annata molto precoce», ci racconta Borgeat.
Questo è variabile però a seconda della quantità d’acqua disponibile: «Quando sono accompagnate da una buona disponibilità idrica, favoriscono generalmente un maggiore accumulo di zuccheri e un’eccellente qualità gustativa. D’altra parte, temperature molto elevate e prolungate possono anche causare scottature sui frutti, accelerare la maturazione e complicare la gestione dei raccolti. La pianura del Rodano beneficia di risorse idriche provenienti dalla falda freatica. Tuttavia, la carenza d’acqua colpisce i frutteti situati sui pendii».
https://rsi.cue.rsi.ch/food/extra/territorio-e-tradizioni/Le-albicocche-del-Vallese-si-adattano-al-clima--1840746.html
Nuove varietà e tecnologie
Come il resto del settore agricolo, anche i produttori di albicocche si stanno adattando per affrontare il nuovo clima, tra nuove tecnologie e varietà più resistenti. «I produttori investono in sistemi di protezione dal gelo, ottimizzano la gestione dell’irrigazione e adattano le tecniche di conduzione dei frutteti per far fronte a condizioni meteorologiche più variabili».
Per quanto riguarda le varietà, suscitano interesse crescente le Mia o Elsa, sviluppate da Agroscope a partire dalla varietà più classica Luizet. Sono interessanti in particolare per la loro qualità gustativa, ma anche per il loro comportamento di fronte alle avversità climatiche, la loro raccolta precoce, la regolarità della produzione e la resistenza a determinate malattie.
Tuttavia Olivier Borgeat precisa: «Non si tratta di una soluzione unica: la diversificazione varietale fa parte di una strategia globale di adattamento».

