Donald Trump compie 80 anni. Una vita vissuta a fare affari per poi raggiungere la Casa Bianca. La sua vittoria del 2024 lo rende il primo presidente dai tempi di Grover Cleveland, alla fine dell’Ottocento, a essere eletto per due mandati non consecutivi. Trump ha introdotto un modo di intendere la politica senza precedenti nella storia degli Stati Uniti, che lo ha reso una delle figure più divisive della storia contemporanea del Paese.
Le origini nel settore immobiliare
Donald John Trump nasce il 14 giugno 1946 a New York e cresce nel contesto dell’impero immobiliare costruito dal padre, Frederick Christ Trump. Negli anni Settanta entra nell’azienda di famiglia e sposta il baricentro degli affari a Manhattan, puntando su progetti ancora più ambiziosi di quelli del padre: il rilancio del Grand Hyatt Hotel e, soprattutto, la costruzione della Trump Tower negli anni Ottanta. Così facendo consolida la sua immagine di imprenditore di successo e rende il suo cognome un vero e proprio marchio.

Donald Trump presenta il nuovo gioco da tavolo Parker Brothers, Trump the Game, durante una conferenza stampa alla Trump Tower di New York, mercoledì 18 agosto 2004. L’obiettivo del gioco, prodotto da Hasbro, è vivere come Trump e guadagnare il più possibile acquisendo le “Trump Cards”, utilizzate per concludere affari e acquistare beni di grande valore, come resort e palazzi adibiti a uffici.
Una stella alla volta
Negli anni successivi, con l’estensione del marchio Trump a casinò, hotel di lusso e campi da golf, incarna lo stile eccessivo e mediatico tipico dell’epoca. La crescita della Trump Organization è però accompagnata da difficoltà finanziarie: negli anni Novanta è costretto a rinegoziare ingenti debiti per evitare il collasso. È anche da questa crisi che nasce una nuova fase della sua carriera, più orientata alla costruzione del personaggio pubblico. Nel 2004 conduce il reality televisivo The Apprentice, consolidando così la sua notorietà in tutti gli Stati Uniti.

"Trump non perde mai" - Donald Trump, sviluppatore immobiliare miliardario e produttore del programma NBC “The Apprentice”, posa per una fotografia con la moglie Melania Knauss e il figlio Barron dopo aver ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame a Los Angeles, il 16 gennaio 2007.
L’ingresso in politica
Nel 2015 annuncia la candidatura alla presidenza con un discorso incentrato su immigrazione, sicurezza ed economia. La sua vittoria contro Hillary Clinton nel 2016 segna una rottura con la politica tradizionale statunitense, basata su istituzioni e linguaggio diplomatico.
La prima vittoria di Trump
Telegiornale 05.05.2017, 14:30
Trump promuove tagli fiscali, deregolamentazione economica e nomine conservatrici alla Corte Suprema, oltre a una linea dura sull’immigrazione: rafforzamento del confine con il Messico, limitazioni all’ingresso da alcuni Paesi a maggioranza musulmana e una retorica fortemente incentrata sulla sovranità nazionale.
Una politica migratoria restrittiva
Quando nel 2020 perde le elezioni contro il candidato democratico Joe Biden, Trump rifiuta di riconoscere immediatamente il risultato, alimentando tensioni politiche che culminano negli eventi del 6 gennaio 2021, quando alcuni suoi sostenitori assaltano il Campidoglio. È il punto più alto della frattura tra leadership personale e regole democratiche.
L'assalto al Campidoglio
Nonostante la sconfitta, Trump mantiene un ruolo centrale nella politica statunitense, continuando a influenzare il Partito Repubblicano e orientandone le strategie e le candidature, fino alla vittoria alle presidenziali del 5 novembre 2024. A differenza del 2016, quando ha vinto la presidenza pur perdendo il voto popolare, nel 2024 Donald Trump vince sia il Collegio elettorale sia il voto popolare nazionale. Ottiene 312 grandi elettori contro i 226 di Kamala Harris e circa 77,3 milioni di voti popolari contro 75 milioni.
Il primo presidente condannato penalmente
Il 30 maggio 2024 a New York Trump è riconosciuto colpevole di 34 reati legati alla falsificazione di documenti contabili della sua azienda. Secondo la giuria, questi documenti erano stati usati per nascondere i rimborsi di un pagamento destinato a comprare il silenzio, prima delle elezioni del 2016, della pornostar Stormy Daniels con cui Trump ha avuto rapporti sessuali anni prima. Alla sua rielezione diventa il primo “felon president”: il primo presidente con una condanna penale. Pur essendo stato dichiarato colpevole, non sconta alcuna pena detentiva né viene posto in libertà vigilata.

Una donna scrive la parola “colpevole” 34 volte con il gesso sul marciapiede di fronte alla Trump Tower, dopo che una giuria ha dichiarato l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump colpevole di tutti e 34 i capi d’accusa nel suo processo penale presso la Corte Suprema dello Stato di New York, a New York (USA), il 30 maggio 2024.
Politica commerciale e tensioni con la Svizzera
In materia economica, il secondo mandato di Trump è caratterizzato da un approccio aggressivo sul commercio internazionale. Nel 2025 l’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi sulle importazioni. Per la Svizzera arrivano inizialmente fino al 39% su diversi prodotti industriali. La misura crea pressioni soprattutto nei settori della meccanica di precisione e della manifattura avanzata.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla durante un annuncio sui dazi nel Rose Garden della Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 2 aprile 2025. Trump prevede di introdurre dazi sui partner commerciali globali, fulcro del suo tentativo di riportare la produzione manifatturiera negli Stati Uniti e di rimodellare un sistema commerciale mondiale che ha a lungo criticato come ingiusto. Trump ha definito la giornata “Giorno della Liberazione”, anche se la maggior parte degli economisti si aspetta che siano i consumatori statunitensi a sostenere i costi.
La Svizzera apre una fase di intensi negoziati con Washington per ridurre l’impatto della misura, ottenendo progressivamente una serie di intese settoriali che portano ad alcune riduzioni dei dazi. Nel frattempo, alcune delle misure più dure della politica tariffaria statunitense vengono contestate sul piano giuridico e la Corte Suprema richiama l’amministrazione presidenziale e annulla parte dei dazi, colpendo così uno dei pilastri centrali dell’agenda economica di Trump.
La Svizzera di fronte a Trump
Modem 03.03.2026, 08:30
A inizio giugno 2026, l’amministrazione Trump avvia una nuova fase di tensione con la Svizzera, accusata insieme ad Paesi di non applicare in modo sufficiente il divieto di importazione di beni prodotti con lavoro forzato. Washington propone l’introduzione di ulteriori dazi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni svizzere. La Svizzera respinge le accuse, sostenendo la conformità del proprio quadro giuridico agli standard internazionali e contestando la base delle misure americane.
Pesi e contrappesi
Trump ha sollevato ripetute critiche per quello che molti hanno definito un indebolimento del tradizionale sistema di “checks and balances“ (pesi e contrappesi istituzionali) che costituisce uno dei pilastri della democrazia statunitense. Tra gli episodi più discussi a livello internazionale ci sono gli attacchi contro obiettivi legati agli Houthi in Yemen e le operazioni militari contro siti nucleari iraniani, avviate senza una preventiva autorizzazione del Congresso. Sebbene altri presidenti abbiano interpretato in modo estensivo i propri poteri, queste decisioni alimentano il dibattito sulla concentrazione del potere presidenziale e sull’erosione dei meccanismi di controllo tra i poteri dello Stato.
Gli equilibri(smi) della democrazia americana
Millevoci 14.02.2017, 11:06
Contenuto audio
Cosa resterà?
Negli Stati Uniti, più che altrove, la politica si misura con la legacy. L’idea che un presidente debba “lasciare il segno” è parte integrante della cultura politica statunitense: a contare non è solo ciò che si fa durante il mandato, ma ciò che resta dopo. Franklin D. Roosevelt è associato al New Deal, Lyndon B. Johnson ai diritti civili, Ronald Reagan alla rivoluzione conservatrice. Ogni presidenza viene letta come una traccia che si inserisce in una storia più ampia, fatta di precedenti, rotture e ridefinizioni delle regole del gioco. La legacy di Trump sembra essere quella di una continua ridefinizione dei limiti: tra politica e spettacolo, tra potere esecutivo e controllo istituzionale, tra legalità e legittimità.

Casa Bianca, lo stadio della polemica
Telegiornale 07.06.2026, 20:00
















