Il vertice straordinario della Lega Araba e dell’Organizzazione islamica mondiale a Doha ha visto emergere l’idea di creare una sorta di NATO inter-araba. Questa proposta di un meccanismo di difesa congiunto nasce in risposta all’attacco israeliano contro una sede di Hamas nella capitale qatariota della scorsa settimana.
In un’atmosfera di condanna generale, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha dichiarato che “è evidente che l’approccio aggressivo adottato dalla parte israeliana mira a vanificare tutte le opportunità di raggiungere un accordo che garantisca un cessate il fuoco permanente e il rilascio di ostaggi e prigionieri. Questo approccio mostra anche la mancanza di volontà politica di Israele a portare la pace nella regione”.
L’incontro ha riunito decine di leader del mondo arabo-islamico, tra cui figure di spicco come il presidente turco Erdogan, il capo di Stato iraniano Pezeshkian, l’egiziano Sisi e il leader saudita bin Salman. Anche il presidente palestinese Abbas era presente, insieme ai rappresentanti di Marocco, Libano, Siria, Emirati Arabi Uniti e Iraq.

Attacco a Doha, condanna unanime dei Paesi arabi ed islamici
Telegiornale 15.09.2025, 20:00
Il primo ministro iracheno Muhammad Sudani ha lanciato l’idea di una difesa congiunta sul modello NATO: “Un attacco nemico equivale a un’aggressione contro tutti noi... Serve una risposta di sicurezza collettiva alla maniera della NATO”, ha dichiarato.
I leader del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) hanno deciso di valutare l’attivazione di un “meccanismo di difesa congiunto”. Oltre a condannare l’azione israeliana, non hanno escluso misure più drastiche, come la revisione delle relazioni diplomatiche ed economiche con Israele.
Tuttavia, gli osservatori a Doha sottolineano la difficoltà di passare dalle parole ai fatti. I profondi interessi che legano molti paesi all’alleanza statunitense potrebbero ostacolare l’attuazione di queste proposte.
Il Qatar, tradizionale mediatore tra Hamas e Israele, ma colpito dall’attacco del 9 settembre, sembra ora orientato verso una linea più dura. Il leader qatariota, di ritorno da Washington, ha criticato aspramente Israele: “Chi lavora con persistenza e metodo per assassinare la parte con cui sta negoziando, intende far fallire le negoziazioni”.
Anche il presidente turco Erdogan ha invitato a un maggior coordinamento “per poter esercitare maggiori pressioni su Israele”, accusandolo di destabilizzare la regione. Tuttavia, la Turchia non ha mai realmente agito contro le politiche del governo Netanyahu, nonostante la retorica.
La proposta di una “NATO araba” rappresenta una svolta significativa nelle relazioni mediorientali. Resta da vedere se i Paesi coinvolti riusciranno a superare le loro divergenze e gli interessi contrastanti per creare un’alleanza militare efficace.

Emiliano Bos da Gerusalemme
Telegiornale 15.09.2025, 20:00










