I nerd si prendono il mondo

Il Web Summit resterà a Lisbona per altri dieci anni. Il CEO Paddy Cosgrave: “Punteremo su qualità e diversità”

In questi giorni a Lisbona si sta ripensando il mondo. Il Web Summit 2018 non è più solo una fiera su web ed innovazione, una piattaforma di connessione tra startupper ed investitori, un hub per smanettoni, intellettuali, giornalisti e curiosi. È ormai diventato un incubatore di idee e di futuro, in un contesto altamente high tech, che sconfina in ogni campo: dall'informazione, alla politica, alla salute.

A parte il padrone di casa, il primo ministro portoghese Antonio Costa, alla Altice Arena non si incontrano capi di Stato. Ma anche al Summit, come al World Economic forum di Davos, si discute ormai delle questioni più urgenti che il mondo si trova e si troverà ad affrontare. E si ripensano i modelli di sviluppo.

Questa edizione è stata inaugurata da Tim Berners Lee, il padre di Internet, che ha lanciato una campagna globale per “salvare il web dagli abusi”, dalle “discriminazioni”, dalla “manipolazione politica” e dalla “diffusione delle fake news”, proponendo alle grandi aziende la firma di un “contratto per il web”.

“Non possiamo chiedere alle persone di rinunciare a valori come la democrazia, la privacy e la correttezza nel nome dell’innovazione. Dobbiamo difendere questi valori”, gli ha fatto eco Margrethe Vestager, responsabile alla concorrenza per la Commissione europea. “Le aziende tech stanno colonizzando la nostra società e non ci sono regolamentazioni che siano realmente efficaci: com’è possibile che riusciamo a normare il nucleare e non il codice?”, ha aggiunto, applauditissima.

“Ciò di cui abbiamo bisogno è creare piattaforme in cui accademici, scienziati, politici insieme alla società civile vengano a patti per trovare i modi migliori per usare le tecnologie come l'intelligenza artificiale per il bene e non per la guerra”, ha sostenuto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

L'ex premier del Regno Unito Tony Blair da Lisbona ha invece lanciato un messaggio ai cittadini britannici: “Spero e credo - ha detto - che evitare la Brexit sia ancora possibile. Continueremo a lavorare fino all'ultimo minuto perché non avvenga”.

“C'è un tempo per riflettere ed un tempo per agire”, ha invece dichiarato il presidente di Microsoft Brad Smith, spiegando che la tecnologia può fare miracoli, salvare vite. “Io credo che nei prossimi 10 anni l’intelligenza artificiale potrà aiutarci a curare il cancro”, ha annunciato, quasi profeticamente.

Web Summit a Lisbona per altri 10 anni

E proprio Antonio Costa, a fianco di Paddy Cosgrave, CEO dell'evento, ha annunciato che Lisbona rimarrà la città ospitante della manifestazione per i prossimi 10 anni, in base ad un nuovo contratto da 126 milioni di franchi che prevede un'espansione su larga scala: raddoppio degli spazi finora offerti dall’Altice Arena e dalla Feira Internacional de Lisboa entro tre anni e delocalizzazione di alcuni eventi in centro città.

Valeva la pena investire tutti questi soldi su una conferenza? La risposta sta nei numeri. A questa edizione - i dati delle presenze ufficiali non sono ancora stati diramati - erano attese oltre 69'000 persone provenienti da 159 paesi. E finora il Web Summit, secondo il Governo lusitano, ha generato un impatto economico di oltre 344 milioni di franchi.

Lisbona ed il Portogallo, grazie al Web Summit, hanno elevato il loro prestigio internazionale. Tanto che il Wall Street Journal recentemente lo ha descritto con queste parole: “È una delle stelle più calde d’Europa, con le startup tecnologiche in crescita e gli investimenti in aumento”.

“Ora possiamo pianificare l’evento per i prossimi dieci anni. Dovrò passar ancora più tempo qui a Lisbona. L'ho già detto a mia moglie e a mio figlio. E pensiamo che sia davvero entusiasmante”, ha dichiarato divertito Cosgrave nella conferenza stampa di chiusura giovedì pomeriggio.

“Cresceremo, ma non in eterno. Credo che ci sia un limite fisiologico. Ma quello che è certo è che punteremo sulla qualità e sulla diversità”, ha concluso.

Joe Pieracci

 

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