Il vessillo bianco dei talebani con iscritta la shadada (testimonianza di fede)
Il vessillo bianco dei talebani con iscritta la shadada (testimonianza di fede) (keystone)

Talebani oggi, ecco i leader

Una serie di ritratti dei nuovi volti ai vertici del movimento islamista – 4. Yaqub, il figlio del mullah Omar

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Chi sono i nuovi Talebani che sorprendendo tutto il mondo si sono ripresi l'Afghanistan in pochissimo tempo? Il Radiogiornale da oggi (sabato) e per i prossimi giorni propone una serie di ritratti dei nuovi leader del movimento islamista.

4. Mullah Yaqub
RG 12.30 del 24.08.2021 - Il ritratto del Mullah Yaqub, di Giuliano Battiston
RG 12.30 del 24.08.2021 - Il ritratto del Mullah Yaqub, di Giuliano Battiston

A capo della Commissione militare dei Talebani, con il compito di elaborare la strategia di guerra e mantenere i rapporti con i comandanti sul terreno, da alcuni anni c’è mullah Yaqub. Il padre era mullah Omar, l’uomo che nel 1996, indossando un mantello che si dice fosse appartenuto al profeta Maometto, a Kandahar si fece nominare “guida dei fedeli”, per poi dare vita al cosiddetto Emirato islamico, rovesciato nel 2001.

Oltre a presiedere la commissione militare, mullah Yaqub è anche uno dei tre vice del leader supremo, Haibatullah Akhundzada. Più che per capacità proprie, è riuscito a ottenere riconoscimento e ruoli prestigiosi sfruttando l’eredità paterna e le divisioni interne al Consiglio della leadership dopo la morte del padre, a lungo tenuta nascosta. La morte di mullah Omar è stata ufficialmente riconosciuta soltanto nell’estate del 2015, quando trapelò la voce che alcuni Talebani lo avevano “tenuto in vita” fittiziamente per due anni, firmando documenti a suo nome, per non rischiare l’implosione del gruppo.

Due giorni fa mullah Yaqub ha dichiarato che il nuovo governo dei Talebani verrà annunciato presto. Lui stesso potrebbe ricoprire un ruolo importante nella nuova versione dell’Emirato fondato dal padre.

3. Sirajuddin Haqqani
RG 12.30 del 23.08.2021 - Il ritratto di Sirajuddin Haqqani, di Giuliano Battiston
RG 12.30 del 23.08.2021 - Il ritratto di Sirajuddin Haqqani, di Giuliano Battiston
 

Sirajuddin Haqqani è il numero due dei Talebani ed è a capo della fazione più oltranzista, la cosiddetta rete Haqqani, responsabile di molte stragi in Afghanistan. È stata fondata dal padre Jalaluddin, già sodale di Osama bin Laden, tra i primi ad accogliere nei campi di addestramento i combattenti arabi per il jihad contro i sovietici, negli anni Ottanta del secolo scorso.

La rete terroristica, che ha le sue basi nelle aree di confine tra il Pakistan e l’Afghanistan, oggi fornisce una sorta di hub strategico per i jihadisti dell’Asia centrale e del sud-est asiatico. Da alcuni anni la rete Haqqani fa parte ufficialmente del movimento dei Talebani, anche se mantiene ampi margini di autonomia operativa e finanziaria.

Rappresentante dei militanti ideologicamente più radicali, nemici di ogni compromesso, nel febbraio del 2020 Sirajuddin Haqqani ha sorpreso tutti pubblicando un editoriale ecumenico sul New York Times, dicendosi pronto alla pace e al rispetto dei diritti delle donne, una volta ritirate le truppe straniere. Ma nelle scorse settimane è stato proprio lui a insistere affinché i Talebani conducessero l’offensiva militare sulle città, anziché aspettare il ritiro completo dei soldati statunitensi e la formazione di un governo di transizione. Oggi la sua rete controlla la capitale, Kabul.

2. Haibatullah Akhundzada
RG 12.30 del 22.08.2021 - Il ritratto di Haibatullah Akhundzada, di Giuliano Battiston
RG 12.30 del 22.08.2021 - Il ritratto di Haibatullah Akhundzada, di Giuliano Battiston
 

La massima autorità politica e religiosa dei Talebani è il mullah Haibatullah Akhundzada, spesso chiamato soltanto Haibatullah. Sessant’anni circa, originario della provincia meridionale di Kandahar, storica roccaforte del movimento negli anni Novanta, è un uomo della vecchia guardia ed è stato molto vicino al fondatore, mullah Omar.

Haibatullah Akhundzada ne ha ereditato il ruolo di Amir al-Mumineen, il comandante dei fedeli, nel maggio del 2016, quando è stato eletto dal “Consiglio della leadership”, la Rabhari Shura. Contrariamente a mullah Omar, il quale godeva di un prestigio e un’autorevolezza tali da poter assumere decisioni proprie, quelle di Haibatullah devono comunque passare attraverso le consultazioni con il Consiglio.

Vanta forti credenziali religiose ed è uno specialista nell’interpretazione dei detti del profeta Maometto. Durante il primo Emirato dei Talebani, tra il 1996 e il 2001, è stato a capo delle Corti di giustizia militari e ha poi  redatto alcune fatwe del movimento, incluse quelle che giustificavano gli attentati suicidi. Uno dei sui figli si è fatto esplodere a soli 23 anni, provincia dell’Helmand.

Eletto nel 2016 come leader e come uomo di mediazione, in questi 5 anni è abilmente riuscito a mediare tra i pragmatisti e gli oltranzisti del movimento, conducendo i Talebani dal rischio di implosione successivo alla morte di mullah Omar alla presa del potere a Kabul. (Giu.Bat.)

1. Abdul Ghani Baradar
RG 12.30 del 21.08.2021 - Il ritratto di Abdul Ghani Baradar, di Giuliano Battiston
RG 12.30 del 21.08.2021 - Il ritratto di Abdul Ghani Baradar, di Giuliano Battiston

Quello di Abdul Ghani Baradar è forse il volto più conosciuto tra i Talebani. Uomo della vecchia guardia, già vicino allo storico leader mullah Omar, dall’inizio del 2019 è a capo dell’Ufficio politico del movimento a Doha. Una sorta di ministero degli Esteri e sede di rappresentanza diplomatica. È stato proprio Baradar, nel febbraio del 2020, a firmare nella capitale del Qatar lo storico accordo bilaterale con gli Stati Uniti che ha portato al ritiro delle truppe straniere.

Tra i pochi Talebani della prima ora ancora attivi, ha unito e rilanciato il movimento dopo il rovesciamento dell’Emirato, nel 2001. Uomo di mediazione, già tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 aveva tentato di negoziare con il governo di Kabul, allora retto dal presidente Hamid Karzai. Ma venne arrestato dai servizi segreti pachistani e statunitensi. È stato rilasciato  dopo diversi anni di carcere, nell’ottobre 2018, proprio per favorire il negoziato.

Rientrato nei giorni scorsi a Kandahar e poi a Kabul, potrebbe diventare il presidente del prossimo governo controllato dai Talebani. Sopra di lui ci sarebbe soltanto il leader supremo, mullah Haibatullah Akhundzada.

Chi è il mullah Baradar

Chi è il mullah Baradar

TG 20 di sabato 21.08.2021

 

Nei prossimi giorni verranno proposti altri ritratti dei principali leader dei Talebani, che verranno qui riportati.

RG/Red. MM
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