OVS, e adesso?

Il portavoce spiega i prossimi passi - Una quarantina i dipendenti toccati in Ticino: la reazione sindacale

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"La moratoria concordataria ha costretto i creditori ad attendere, sotto un commissario e grazie alle svendite della merce abbiamo potuto pagare gli stipendi di giugno e in parte potremo farlo in luglio e agosto. Ma quando tutti i negozi saranno chiusi, saremo alla liquidazione e quindi al fallimento": illustra così la procedura che condurrà al termine dell'esperienza di OVS in Svizzera Edwin Van der Geest, portavoce di Sempione Fashion, gruppo che controlla la marca di abbigliamento.

(rsi)

"Se l'azienda avesse annunciato il fallimento a fine maggio", spiega, "avremmo dovuto chiudere i battenti già il giorno dopo e tutti i dipendenti sarebbero finiti in strada". Si è insomma guadagnato del tempo. La catena di abbigliamento, che nel 2017 aveva ripreso le 140 filiali Vögele, ha annunciato martedì il licenziamento di tutti i 1'180 collaboratori.

 

I lavoratori toccati in Ticino sono una quarantina, conferma il sindacalista UNIA Giangiorgio Gargantini. "Il prossimo passo sarà richiedere con maggiore fermezza quanto già chiesto nelle ultime settimane, ovvero l'apertura di discussioni su un piano sociale con l'azienda, che deve assumersi le sue responsabilità. Sia la Sempione Fashion in Svizzera che il gruppo internazionale OVS".

 

Saranno chiusi tutti e sette i negozi ticinesi: Biasca, Locarno, Balerna, Sant'Antonino, Bellinzona, Tenero e Lugano. Di quest'ultima filiale, indiscrezioni di stampa aveva ipotizzato che potesse rimanere aperta, in virtù di una diversa situazione legale. Ora sono state smentite. Nel servizio qui sopra, anche le testimonianze di due dipendenti.

 

CSI/RG/pon

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