Cartelloni e opuscoli non bastano, ci vogliono altri canali (web/ti.ch)

"Acque sicure" cambia rotta

La commissione, come ogni anno, studia nuovi modi per sensibilizzare i bagnanti sui pericoli di laghi e fiumi ticinesi

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La commissione Acque sicure sta vagliando nuovi modi per sensibilizzare i bagnanti sui pericoli di laghi e fiumi in Ticino. Lo ha confermato mercoledì il presidente Boris Donda ai microfoni delle Cronache della Svizzera italiana della RSI (ascolta l'audio allegato). I dettagli dell'inchiesta sulle cause dell'incidente mortale di martedì a Lavertezzo, il secondo in due mesi e costato la vita a una 43enne italiana, saranno considerati per valutare quali nuovi strumenti di prevenzione adottare.

"Ogni anno prendiamo in considerazione quanto è successo — ha spiegato Donda che mercoledì mattina ha fatto un sopralluogo in Valle Verzasca — e in molti luoghi abbiamo migliorato la segnaletica. Oggi abbiamo parlato con i bagnanti per capire quanta attenzione prestino ai cartelli che avvertono dei pericoli e che sconsigliano di fare il bagno in alcuni punti".

"Puntiamo su nuovi canali, ma anche a comunicazioni più mirate, che puntino a sensibilizzare una fascia di turisti (entrambe le vittime erano residenti in Italia, ndr.) più precisa", ha concluso Donda, il quale ritiene l'ipotesi di un bagnino fisso non efficace: meglio la presenza dei pattugliatori che di tanto in tanto tengono d'occhio il comportamento dei bagnanti.

CSI/px

Per saperne di più: il sito web di Acque sicure

Lavertezzo, se l'informazione non basta

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Il Quotidiano di mercoledì 15.08.2018

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