Hackerati anche in Ticino

Tra i miliardi di password ed e-mail rubate lo scorso gennaio figurano anche indirizzi riconducibili all'amministrazione cantonale

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Tra i 2,2 miliardi di indirizzi email hackerati e pubblicati in rete lo scorso gennaio, figurano anche diverse centinaia di account ticinesi. La ricerca condotta dai colleghi di RTS ha permesso di trovare, tra gli altri, 473 indirizzi che terminano con il dominio ti.ch, riconducibili quindi all'amministrazione cantonale. Fra questi, diversi nomi di politici e funzionari, anche di dipendenti della RSI e BancaStato. Una lista in cui oltre agli indirizzi email figurano, spesso, anche le password.

Tra i politici figurano anche indirizzi privati o ufficiali di alcuni consiglieri di stato. Una situazione che era già nota da un paio di mesi al Centro di sistemi informativi del Cantone e che, come ha detto ai microfoni RSI il direttore Silvano Petrini, non preoccupa: "È una lista relativamente obsoleta. È chiaro comunque che è significativa di una necessità di informare meglio i collaboratori".

Almeno 400 indirizzi terminano con il dominio ti.ch
Almeno 400 indirizzi terminano con il dominio ti.ch (keystone)

Proprio per informare meglio i collaboratori, l'amministrazione Cantonale ha fatto partire una campagna di sensibilizzazione, ancora prima di essere entrata in possesso di questa lista: "Tra i consigli - prosegue il direttore - quello di non usare l'indirizzo di posta elettronica professionale per creare degli accessi per esempio su siti di online shopping".

"Di tentativi di hackeraggio ce ne sono migliaia, automatizzati e più raramente effettuati da persone fisiche che tentano di entrare nei sistemi. Abbiamo comunque i nostri sistemi di difesa conclude Petrini.

 

 

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