L'Esecutivo cittadino preannuncia quindi l'apertura di un'inchiesta interna
L'Esecutivo cittadino preannuncia quindi l'apertura di un'inchiesta interna (tipress)

"Il tetto, e non tutto lo stabile"

Molinari ed ex Macello: il Municipio di Lugano afferma che l'intervento sull'immobile doveva essere "di natura minore" - Gran Consiglio: da due a quattro rapporti

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L'intervento delle ruspe sull'ex Macello di Lugano, nella notte fra il 29 e il 30 maggio, era "di natura minore", concerneva solo il tetto e "non la demolizione completa dello stabile". È quanto sostiene il Municipio, in una nota diffusa giovedì pomeriggio, sottolineando che l'opzione dell'abbattimento integrale "non è mai stata sottoposta" all'Esecutivo che, quindi, non l'ha mai autorizzata.

Ex Macello, solo il tetto da abbattere?

Ex Macello, solo il tetto da abbattere?

Il Quotidiano di mercoledì 09.06.2021

 

Il Municipio, precisando che su quest'aspetto non saranno rilasciate ulteriori dichiarazioni, preannuncia quindi l'apertura di un'inchiesta interna a titolo complementare rispetto alle procedure penali e amministrative già in atto.

"Disponibili al dialogo"

Per il resto l'Esecutivo conferma la sua disponibilità al dialogo con le realtà dell'autogestione "che negli scorsi giorni si sono fatte avanti e desiderano essere riconosciute e sostenute nelle loro attività", auspicando che anche su questo tema approfondimenti e accordi possano essere condivisi "nel quadro di una nuova convenzione. Quanto alla nuova sede destinata ai molinari, e identificata in una parte del sedime del Consorzio Medio Cassarate, il Municipio parla di "un'ipotesi interessante e concreta", da discutere in ogni caso con le realtà autogestite presenti a Lugano.

Effetti personali recuperabili

Viene poi accolta con favore dall'Esecutivo la possibilità di impostare "un'attività di mediazione che permetta di trovare soluzioni in tempi ragionevoli". La Città, si precisa nel comunicato, reputa che in questo senso il coinvolgimento del cantone "resti necessario". Nella nota, infine, si preannuncia la possibilità "di recuperare effetti personali, mobilio e libri rimasti" negli spazi dello stabile demolito - il cui accesso è al momento precluso - e si indica un indirizzo di posta elettronica per permettere di annunciarsi a tutti coloro che sono interessati a tale recupero.

Autogestione torna in Parlamento

Autogestione torna in Parlamento

Il Quotidiano di mercoledì 09.06.2021

In Gran Consiglio i rapporti si moltiplicano

Da due a quattro. Chi oggi si attendeva che la Commissione sanità e sicurezza sociale del Gran Consiglio potesse in qualche modo indicare una via d'uscita allo stallo tra Municipio di Lugano e autogestiti è rimasto deluso. Perché oltre ai due rapporti degli (ormai ex) corelatori Raoul Ghisletta (Ps) e Tiziano Galeazzi (Udc), oggi in commissione il PLR ha pure messo sul tavolo la propria proposta: un rapporto in cui ci si dice sostanzialmente d'accordo alla presenza di un'autogestione e in cui si invita il Consiglio di Stato a mediare. Il tutto senza però aggiungere giudizi di merito. Mercoledì prossimo invece potrebbe essere la Lega a presentare un proprio testo.

"O troviamo una soluzione per riassumere le nostre posizioni in uno o due rapporti o non avrebbe senso presentarsi in Gran Consiglio così", ci ha detto la presidente della commissione, la liberale-radicale Maristella Polli, al termine dei lavori.

Gran Consiglio che settimana scorsa aveva rinviato la discussione sulla mozione - datata 2012 e che chiede al Consiglio di Stato di intervenire nella vicenda dell'autogestione - perché si riteneva ancora troppo fresca la demolizione di parte dell'Ex macello. Elevato quindi il rischio di un confronto emotivo. Una settimana e mezza più tardi sembra però che vi siano ancora profonde spaccature tra i partiti. Tanto che l'ultima possibilità per riuscire a discutere della questione in Gran Consiglio prima della pausa estiva sarebbe che settimana prossima, il 17 giugno, la  Commissione sanità e sicurezza sociale riesca a giungerne a una. Una nel senso di una posizione. Al massimo due. Dovrebbe quindi chiedere la discussione in procedura d'urgenza.

Intanto, prima di confrontarsi sul tema, i commissari hanno ricevuto in audizione tre consiglieri di Stato: il presidente del governo Manuele Bertoli, il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa e il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Il governo ha messo sul tavolo la sua disponibilità nel favorire il dialogo tra gli autogestiti e il Municipio di Lugano, ma ha anche chiarito che per ora non vi sono ancora le premesse per mettere in campo un mediatore. Bellinzona starebbe in primis cercando di facilitare l'individuazione di un luogo per lo svolgimento di un'assemblea degli autogestiti, in modo che sia possibile conoscere la loro posizione, da cui poi partire nel tentare di trovare una via comune. Il governo si starebbe comunque muovendo a prescindere dalle decisioni del parlamento. A meno che quest'ultimo proprio non chieda lo stop.

Ex macello, il Municipio chiarisce

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Il Quotidiano di giovedì 10.06.2021

 
Red.MM/ARi/LB
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