"Il volontariato è una gioia"

Nella giornata dedicata a chi riserva parte del suo tempo per rendersi utile, ecco l'esempio di Stefano, attivo al doposcuola di Molino Nuovo

La giornata odierna, 5 dicembre, è dedicata al volontariato. Un impegno che in Ticino è una realtà molto ampia e diversificata e ne è un perfetto esempio Stefano Simonazzi. Giardiniere di formazione, 55 anni, ha lavorato per vent’anni come addetto alla sicurezza al Casinò di Campione fino a quando nell’estate dell’anno scorso ha perso il lavoro.

Stefano è in disoccupazione da allora ma con il volontariato riesce a sentirsi ancora utile e questo in un mondo dove, a 55 anni, trovare un impiego risulta essere un’impresa difficile. Un paio di volte a settimana si occupa del doposcuola presso la sede della Croce Rossa nel quartiere luganese di Molino Nuovo.

“Ho iniziato lo scorso maggio con il volontariato e mi trovo a meraviglia in un ambiente fantastico”, spiega Stefano. “I bambini sono stupendi ed è bellissimo dare qualcosa di me comunque”. Le norme in materia di disoccupazione non gli permettono di essere più presente al doposcuola ma per lui, papà di due figli di 20 e 23 anni, fare il volontario in mezzo ai bimbi è una gioia e un’attività motivante e positiva, considerata la sua situazione lavorativa delicata.

 

C'è anche il rovescio della medaglia: c'è chi mette il proprio tempo a disposizione degli altri e chi del volontariato usufruisce, come i contadini che, soprattutto d'estate, non riescono ad affrontare da soli tutto il lavoro. Caritas Montagnard da 35 anni li mette in contatto con chi è disposto a dare una mano. E sono 25 anni che ne beneficia anche la famiglia Haas-Loichli: "C'è tanto lavoro da fare a mano, il fieno. Quello che in pianura con le macchine si fa in due giorni, noi lo facciamo di due mesi con forca e rastrelli". In generale quattro o cinque persone salgono nella loro fattoria di montagna nella bella stagione, due o tre lo fanno da una quindicina di anni.

Quot/CSI/BRav/EnCa/pon
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