Una petizione per difendersi dalle ritorsioni (RSI)

"Privacy anche per i ferrovieri"

Raccolte 556 firme. Il personale dei treni chiede di sostituire il cognome sulla targhetta identificativa con un numero

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Sono 556 le firme (raccolte in sei mesi) tra il personale in servizio sui treni della Svizzera italiana e non, dai promotori della petizione che chiede di sostituire con un numero il nome e il cognome incisi sulla targhette identificative dei lavoratori FFS.

La petizione "il diritto alla privacy vale anche per chi lavora sul treno!" vuole tutelare il personale da possibili ritorsioni (o quanto meno rendere più arduo rintracciare i collaboratori FFS nella vita privata). Questo in seguito al ripetersi di episodi di violenza (aggressioni verbali, minacce personali e aggressioni fisiche) nei confronti di chi lavora sui treni.

Se viene condivisa l’importanza di permettere all’utenza una chiara identificazione di colei o colui che opera nell’ambito di un servizio pubblico, questo, tuttavia, può essere fatto anche attraverso il numero identificativo, sostiene la presidente della sezione transfair – FFS Regione Sud, Tessa Jorio. Procedura peraltro già adottata sui convogli TILO.

Le firme sono state consegnate a Bellinzona alla direttrice regionale delle FFS Roberta Cattaneo.

M. Ang.

Personale delle FFS, via i nomi

Personale delle FFS, via i nomi

Il Quotidiano di venerdì 18.10.2019

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