Il Museo didattico della storia medica ubicato a Cadenazzo, da tempo alla ricerca di sostegni, ha definitivamente chiuso i battenti. La decisione è stata ufficializzata venerdì dal suo creatore: lo storico dell'arte medica Ivo Giulietti che nel 2014, con la moglie Danila, aveva inaugurato gli spazi nei quali esporre gli oggetti della sua collezione in precedenza conservati a Taverne.
L'annuncio che segna la fine dell'attività
Nei giorni scorsi sul
sito del museo era apparso un ultimo appello che annunciava la cessazione delle attività per il 9 giugno "per mancanza di aiuti finanziari da parte del cantone, del comune, dell'Ordine dei medici del cantone Ticino e di un ente importante".
Venerdì è stato sostituito dall'annuncio della chiusura definitiva della sede museale che cercava altri finanziatori in aggiunta all’Istituto Biochimico di Lugano (IBSA) e all’Ente ospedaliero cantonale (EOC) che con i loro sussidi alleggerivano il peso del pagamento dell'affitto. Duemila franchi al mese che si sono rivelati un ostacolo insormontabile per una struttura unica nel suo genere, ma che per la sua natura privata non può beneficiare dei contributi cantonali.
Ora parte dei reperti (tutti ticinesi) conservati a Cadenazzo (1'600 libri, un archivio con 4'000 documenti, strumenti chirurgici e una sala raggi degli anni Venti) dovrebbe trovare collocazione a Berna, dove tra qualche mese dovrebbe aprire il Museo della medicina. Gli strumenti ancora utilizzabili andranno invece all'associazione Children for Africa, mentre due scheletri finiranno al Centro professionale sociosanitario infermieristico.
Diem/CSI