Amatrice, la città che non c'è più

Dentro l'inferno: la video-testimonianza dell'inviato RSI Nicola Agostinetti

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Amatrice, la città che non c'è più, parole del suo sindaco e di un'evidenza fatta di briciole, polvere e calcinacci. Le macerie restituiscono a fatica corpi, corpi di miracolati e corpi senza vita. Da sotto quelle che erano le case di un tranquillo borgo medievale, filtrano singhiozzi, pianti, richieste d'aiuto.

Lunghi silenzi, necessari per sentire le richieste d'aiuto, vengono spezzati dai pianti dei sopravvissuti al giungere delle notizie. Notizie quasi sempre tragiche. Parenti scomparsi, amici sepolti, conoscenti irreperibili.

Ad Amatrice nemmeno l'ospedale c'è più, ferito dal terremoto come i feriti che non può più accogliere. Letti, barelle, ferirti sono concentrati sul piazzale antistante.

Dentro Amatrice, dentro quella che era Amatrice, non si può entrare. Entrano solo le squadre di soccorso. Che uscendo non possono che descrivere l'inferno.

Nicola Agostinetti

Dal TG12.30:

La testimonianza del nostro inviato

La testimonianza del nostro inviato

TG 12:30 di mercoledì 24.08.2016

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