Matteo Salvini (keystone)

Europee, in Italia prima la Lega

Il PD dato davanti ai Cinque Stelle - Nel prossimo Parlamento di Strasburgo social-democratici e cristiano-democratici non saranno più maggioritari

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

I seggi per le elezioni europee sono definitivamente chiusi dalle 23.00, quando si è finito di votare anche nell'ultimo dei Ventotto paesi, l'Italia, dove secondo i primi exit poll ha vinto la Lega di Matteo Salvini con il 27-31%. Segue il PD con il 21-25%, davanti al Movimento Cinque Stelle con il 19-23%. Forza Italia è attorno al 10%. Si votava anche per le regionali in Piemonte, dove i sondaggi all'uscita dai seggi sorridono ad Alberto Cirio del centrodestra, che avrebbe battuto l'uscente di centrosinistra Sergio Chiamparino.

Il prossimo Parlamento europeo, la stima delle 23.00
Il prossimo Parlamento europeo, la stima delle 23.00 (keystone)

Tornando alle europee, il dato che appare già certo a livello comunitario, oltre a un significativo aumento della partecipazione passata al 50,5% dopo decenni sempre in calo, è che social-democratici e cristiano-democratici per la prima volta non disporranno insieme della maggioranza assoluta dei 751 seggi dell'emiciclo di Strasburgo. La proiezione delle 23.00 attribuisce loro rispettivamente 178 (da 216) e 147 poltrone (185), in deciso calo. Per raggiungere quota 376 occorrerebbe l'appoggio di un terzo gruppo, che potrebbe essere quello liberale, in forte crescita a 101 grazie all'apporto della République en marche di Emmanuel Macron. Questo sebbene il presidente in Francia esca battuto dal confronto interno con il Rassemblement national di Marine Le Pen, che forte del 24% ottenuto ha chiesto lo scoglimento dell'Assemblea nazionale.

 

Una delle grandi novità della consultazione è l'onda verde che ha investito in particolare la Germania, dove gli ecologisti hanno raddoppiato i loro consensi passando dal 10 al 20%, poco dietro i conservatori di Angela Merkel (28%, in calo di 8 punti), ma davanti alla SPD, che tra l'altro perde anche le elezioni regionali nel suo feudo di Brema, dove vincono i conservatori. Un'onda verde prodottasi però anche in Francia (terzo posto al 12%), in Austria, in Irlanda e in Olanda, per non citarne che alcuni, tanto che il gruppo dovrebbe crescere fino a sfiorare le 70 poltrone (+19) ed essere il quarto del Parlamento.

In Gran Bretagna i primi risultati parziali e e proiezioni della BBC premiano il partito Brexit di Nigel Farage che andrebbe oltre il 30%, mentre i liberal-democratici sono secondi appena sotto il 20%, i laburisti terzi al 16% e i conservatori della premier dimissionaria Theresa May solo quinti sotto al 10%, battuti anche dai Verdi. L'avanzata sovranista c'è stata, ma è un fronte che nell'ultimo quinquennio era diviso in Parlamento in due gruppi, che sommati danno ora circa 115 seggi. A questi si aggiunge la sessantina dei conservatori e riformisti, pure euroscettici.

 

Una consolazione per la sinistra arriva dalla Spagna, risparmiata dalla spinta euroscettica: il PSOE del premier Pedro Sanchez, infatti, dovrebbe ottenere il 33% e 20 dei 54 seggi (ne aveva 14), battendo di dieci lunghezze i Popolari. Fra gli eletti al Parlamento europeo anche gli indipendentisti catalani Oriol Junqueras e Carles Puigdemont. A Barcellona c'era da attribuire anche la poltrona di sindaco ed è testa a testa fra l'uscente Ada Colau e l'indipendentista Ernest Maragall, mentre l'ex premier francese (e un po' ticinese) Manuel Valls è finito staccato. Vincono i socialisti, al potere dal 2015, anche in Portogallo. Con il 33,5% dovrebbero far loro 8 o 9 dei 21 mandati disponibili.

Gli altri paesi

In Austria i conservatori si attestano attorno al 34% e sembra scongiurata la sconfitta del cancelliere Sebastian Kurz nel voto di sfiducia in calendario lunedì. I socialdemocratici sono al 23,5%, l'FPÖ non patisce troppo lo "scandalo Ibiza"  e cede solo un paio di punti.

Un altro dato significativo arriva dalla Grecia, dove il premier Alexis Tsipras ha preannunciato elezioni anticipate, visto il cattivo risultato del suo partito di sinistra Syriza, dato al 23,9% nelle proiezioni e staccato di 9 punti dai conservatori di Nuova Democrazia.

L'uomo forte di Budapest
L'uomo forte di Budapest (keystone)

Colpisce il trionfo del Fidesz nazionalista di Viktor Orban in Ungheria: l'ha sostenuto più di un cittadino su due (il 52%), mentre la coalizione democratica di sinistra si attesta al 16%. Vittoria conservatrice anche in Polonia, dove però Diritto e giustizia ce la fa di misura (42% contro 39%) sulla Coalizione europea di opposizione, in Croazia e in Bulgaria. In Slovacchia in testa ci sono i liberali e progressisti, che superano la coalizione di sinistra oggi al Governo. In Romania testa a testa fra i social-democratici, i conservatori del Partito nazional-liberale e i centristi.

In Olanda si conferma la vittoria dei laburisti del commissario europeo Frans Timmermans, con il 18% (il doppio che nel 2014), mentre si spacca in due il Belgio, con nazionalisti dell'N-VA ed estrema destra del Vlaams Belang dominatori nelle Fiande e i social-democratici in Vallonia.

Lega primo partito in Italia

Lega primo partito in Italia

TG 12:30 di lunedì 27.05.2019

 
AFP/ATS/pon
Condividi