Un mondo offeso

Ragazzi in piazza per il clima e bimbi-migranti affogati, nuove guerre e nuovi muri: ecco i protagonisti del 2019

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C’è un mondo dove i figli scendono in piazza e urlano in faccia ai padri di smettere di distruggere il pianeta (e non vengono ascoltati). C’è un mondo dove i bambini annegano fianco a fianco dei genitori, nel tentativo di sfuggire a guerre e miseria (e i politici girano la testa dall’altra parte, facendo finta di non sapere che un bimbo su due soffre la fame, come attesta l'UNICEF). C’è un mondo dove per andare a scuola è meglio indossare cartelle anti-proiettile (e non siamo in Medio Oriente o in Africa ma negli Stati Uniti, dopo gli ultimi massacri dovuti alla vendita facile di armi). C’è un mondo offeso dove, sull’altare del profitto, bruciano le nuove generazioni, la Madre Terra, il futuro.

Qui di seguito una selezione dei protagonisti e degli eventi che hanno segnato l'anno che volge al termine (cliccando sulle parole sottolineate si aprono gli articoli relativi).

Greta Thunberg, persona dell'anno per il Time
Greta Thunberg, persona dell'anno per il Time (keystone)

Greta, la forza della ragione

La giovane attivista Greta Thunberg conquista la copertina del Time come "persona dell'anno"; il video di settembre, quando fulmina con lo sguardo il presidente USA Donald Trump, diventa virale. Alla testa dei coetanei di tutto il pianeta accusa, a dicembre, i leader mondiali di non prendere provvedimenti contro le emissioni di gas serra, responsabili dei cambiamenti climatici: "Stiamo scioperando da un anno ma non è successo ancora niente. Si sta ignorando la crisi climatica e finora non c'è una soluzione sostenibile. Non possiamo continuare così", tuona Greta a Madrid, in occasione della Cop25, la Conferenza mondiale ONU sui cambiamenti climatici. "Non fate ancora nulla e la gente muore".

I rifiuti industriali, anche europei, sono bruciati nel terzo mondo, all'aperto, per estrarre il rame
I rifiuti industriali, anche europei, sono bruciati nel terzo mondo, all'aperto, per estrarre il rame (keystone)

Al capezzale del Pianeta

Uragani e alluvioni, accentuati dai cambiamenti climatici, mietono vittime in tutto il mondo: il tifone Hagibis uccide in Giappone, Kammuri devasta le Filippine, Dorian colpisce le Bahamas, anche l'Europa piange i morti causati dalle inondazioni... La scienza certifica che i gas serra immessi nell'atmosfera stanno uccidendo il pianeta. "È emergenza climatica", affermano più di 11'000 ricercatori di 153 paesi; senza cambiamenti duraturi, "indicibili sofferenze" saranno inevitabili. Il disastro arriverà nel 2050, dice l'ONU, sottolineando che si rischia l'apartheid climatico. Saranno soprattutto i Paesi in via di sviluppo, infatti, a subire le conseguenze del surriscaldamento globale.

I corpi di padre e figlia, annegati al confine tra Messico e Stati Uniti
I corpi di padre e figlia, annegati al confine tra Messico e Stati Uniti (keystone)

La tragedia dei migranti

L'immagine di Oscar e della figlioletta di due anni Valeria, migranti annegati a giugno mentre cercano di entrare negli Stati Uniti dal Messico, scuote le coscienze. Nel 2019 ricorrono i trent'anni della caduta del muro di Berlino ma oggi sono sorti altri muri, costruiti per tenere lontani dai Paesi più ricchi chi fugge da guerre e miserie (secondo l'ONU sono 70 milioni le persone in fuga da conflitti e persecuzioni, il numero più alto mai registrato, il doppio di quanto conteggiato vent'anni fa). Spiega Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa neo eletto europarlamentare: "Abbiamo preso loro tutto e gratis. L'accoglienza è un dovere". Interviene lo storico Alessandro Barbero: "Sbagliato pensare che l’immigrazione sia sempre disastrosa e rovinosa, così come lo è credere che l’immigrazione sia sempre una bella cosa che non crea problemi. Entrambe le posizioni sono antistoriche”. L'ONU, nel frattempo, accusa gli Stati Uniti per il "trattamento disumano" dei bambini nei casi legati all’immigrazione, una macchia su Trump

La foto della bimba che piange, mentre la madre viene arrestata, ha vinto il World Press Photo 2019
La foto della bimba che piange, mentre la madre viene arrestata, ha vinto il World Press Photo 2019 (John Moore, Getty Images)
Il presidente USA Donald Trump
Il presidente USA Donald Trump (keystone)

Il Trump furioso: è impeachment

Dal Russiagate all'Ucrainagate. Dopo l'inchiesta giudiziaria sulle presunte ingerenze della Russia nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali USA del 2016 (che portarono alla vittoria di Donald Trump), il presidente statunitense deve affrontare un altro scandalo. Trump merita la procedura di messa in stato di accusa (impeachment), quarto caso nei 243 anni di storia statunitense (dopo Johnson nel 1868, Nixon nel 1973 e Clinton nel 1998). È questa la conclusione, a dicembre 2019, del rapporto della commissione intelligence della Camera USA, che sottolinea come il presidente americano abbia "ostruito la giustizia" e "abusato del suo potere" sollecitando "l'interferenza di un Governo straniero, quello dell'Ucraina, per trarre vantaggio nella sua rielezione", mettendo così "i suoi interessi politici e personali al di sopra di quelli degli Stati Uniti". Il tycoon, furioso, respinge le accuse, affermando che si tratta di un "colpo di Stato".  Il processo al Senato è previsto per gennaio 2020.

Bimbi tra le macerie nella provincia siriana di Idlib
Bimbi tra le macerie nella provincia siriana di Idlib (keystone)

Medio Oriente senza pace

Un'inchiesta dell'ONU, a febbraio, conclude che Israele potrebbe essere responsabile di crimini di guerra contro i palestinesi a Gaza. A settembre il premier israeliano Netanyahu infiamma il Medio Oriente, annunciando di voler annettere la Valle del Giordano. Il leader dello Stato Islamico (IS), al Baghdadi, perde la vita a ottobre durante un blitz statunitense in Siria. Sempre a ottobre la Turchia invade il Nord-Est della Siria e colpisce i curdi, che si sentono traditi dagli occidentali dopo il tributo di sangue versato per liberare la Siria dagli jihadisti dell'IS. Intanto le cronache registrano nuovi attentati jihadisti, anche in Europa. L'IS rivendica l'attacco a Londra di novembre sul London Bridge.

 

America latina nel caos

Sono 4 milioni i venezuelani costretti a emigrare all'estero per la crisi economica che strangola il Paese, dove continua il braccio di ferro tra il presidente socialista Nicolas Maduro e il leader dell'opposizione Juan Guaidò, sullo sfondo dell'embargo USA. In Bolivia il presidente Evo Morales viene rieletto ma l'opposizione agita le piazze e lo costringe all'esilio. La senatrice dell'opposizione Jeanin Anez si autoproclama alla guida del Paese, nonostante l'assenza della maggioranza in Parlamento. "È un golpe di destra", tuona Morales. Le proteste in Cile, contro le disuguaglianze e le politiche del Governo di centrodestra del presidente Sebastián Piñera, vengono represse con violenza, i morti sono decine. Nelle piazze (anche in Europa) le donne organizzano flash mob "ElVioladorEresTú" sugli stupri in Cile, di cui sono accusati, tra gli altri, i carabineros. "Nelle proteste c'è la possibilità che tu sia torturata, spogliata o violentata", spiegano le attiviste.

Agenti antidroga messicani bruciano la cocaina sequestrata a Tijuana
Agenti antidroga messicani bruciano la cocaina sequestrata a Tijuana (keystone)

L'impero del male

Le mafie legate al narcotraffico sono sempre più potenti, veri e propri Stati paralleli. La cocaina ha ormai invaso anche l'Europa. A novembre una tonnellata di stupefacente viene sequestrata in Italia, nel porto di Gioia Tauro ma è solo una goccia nel mare. In Messico, a ottobre, il Governo è costretto a liberare il figlio del boss "El Chapo", che ha scatenato una guerriglia nella città di Culiacán. Tre donne e sei bambini di origine statunitense vengono trucidati a novembre, sono mormoni e i loro familiari si erano opposti ai narcos. Il presidente USA Donald Trump offre il suo aiuto per combattere i narcotrafficanti ma poi rinuncia a classificare i cartelli messicani della droga come "terroristi".

Con la vittoria di Boris Johnson la Brexit è più vicina
Con la vittoria di Boris Johnson la Brexit è più vicina (keystone)

La Brexit è vicina

Dopo le dimissioni di Theresa May, i conservatori del premier Boris Johnson vincono le elezioni anticipate del 12 dicembre 2019 nel Regno Unito e ottengono la maggioranza assoluta. Con la vittoria di Johnson la Brexit è più vicina. L'uscita della Gran Bretagna dall'UE è attesa per il 31 gennaio 2020. I neoliberisti festeggiano mentre gli economisti neo-keynesiani prevedono che a pagare il conto saranno lavoratori e classe media.

Le elezioni UE di maggio hanno segnato l'avanzata degli euroscettici
Le elezioni UE di maggio hanno segnato l'avanzata degli euroscettici (keystone)

Nazionalismi, parole d'odio e "Sardine"

Le elezioni europee di maggio vedono la crescita di populisti e nazionalisti di destra. Popolari e Socialisti perdono la storica maggioranza a Strasburgo. I Verdi, sull'onda della mobilitazione dei giovani contro il riscaldamento globale, conquistano consensi. Intanto la Commissione europea denuncia ingerenze della Russia; Mosca avrebbe interferito con "attività di disinformazione" nelle elezioni, a favore della compagine sovranista ed euroscettica. In Italia, nasce il movimento delle "Sardine", riempie le piazze in chiave anti-sovranista e finisce sui media mondiali. I 4 giovani promotori propongono un nuovo modo di fare politica, capace di evitare le parole d'odio.

Un agente della polizia di Hong Kong punta il fucile ad altezza uomo
Un agente della polizia di Hong Kong punta il fucile ad altezza uomo (keystone)

Hong Kong, spina nel fianco della Cina

Il movimento a favore della democrazia porta migliaia di persone in piazza ad Hong Kong contro la legge sull'estradizione in Cina. Gli agenti sparano, a novembre il primo morto. Il fronte pro democrazia dell'ex colonia britannica (ora territorio autonomo nel Sud Est della Cina) stravince le elezioni locali del 24 novembre. Un duro colpo per Pechino.

Massimiliano Angeli
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